sabato 5 novembre 2011

Ricette furbe: Ceci n'est pas une pureé

L'Economa è una cattiva persona. Sapevatelo. Ogni tanto viene presa da raptus culinari dai risultati variabili. A volte segue le ricette trovate sui blog di riferimento (grazie Araba!) e le cose vanno benino. Altre fa di testa sua, ed il Radioamatore fa da cavia (chiamate Amnesty, vi prego, salvatelo); per le ricette più audaci, preferisce tutelare la salute del povero compagno.

L'altra sera guardavo le due patate che giacevano nel portaverdure, povere e neglette. Avevo voglia di puré, o di qualcosa di simile, ma di tirar fuori il Kenwood non se ne parlava, anche per carenza di tempo. Allora ho creato. Impedite ai deboli di cuore di leggere quanto ho fatto, ne va del loro bene.

Patate al latte

Ingredienti

  • 2 patate medio piccole
  • Latte parzialmente scremato
  • Parmigiano grattugiato (una cucchiaiata abbondante)
  • Sale
  • Noce moscata

Attrezzatura

  • Pentolino bollilatte antiaderente o in ceramica
  • Pelapatate, altrimenti detto economo
  • Cucchiaio di legno

Procedimento

Lavate le patate, asciugatele sommariamente e sbucciatele ben bene con l'economo; mettete in acqua per non fare annerire. Lavate e sciacquate benissimo l'economo. Prendete le patate ed affettatele con l'economo, sottilissime, facendo cadere le fette direttamente nel pentolino (ci vorranno pochissimi minuti). A questo punto coprite con il latte, salate e mettete a fuoco medio finché il latte non sarà assorbito (eventualmente assaggiate e se le patate fossero troppo "al dente" aggiungetene un altro po'). Mantecate con il parmigiano.
Se piace, una grattatina di noce moscata è adatta; io non ne vado matta ed evito. Il sapore del composto è gradevole, molto morbido, un po'più forte del puré.

E'vero che sono una pessima persona (e lasciamo perdere come cuoca)?

martedì 1 novembre 2011

Il marketing multi livello: vale la pena o no?

In tempo di crisi molte persone cercano nuovi modi per arrotondare le entrate. C'è chi si dedica ai concorsi, chi ai sondaggi, chi fa qualche lavoretto extra; ultimamente, sono tornate prepotentemente di moda le vendite porta a porta e le multilivello.

Cosa sono le vendite multilivello? Wikipedia italiana le definisce come

"Un metodo di distribuzione di prodotti e servizi che ha la finalità di permettere ad un distributore o venditore di crearsi una rete di distributori senza consistenti investimenti in denaro.

Solitamente, i singoli individui acquistano una licenza identificativa, un "codice" al quale vengono collegate provvigioni e sotto-distributori, possono svolgere attività di vendita indipendente per conto dell'azienda principale."

Uhm. Non chiarissimo, vero?

Vediamo cosa dice la versione inglese dell'articolo. Ve la traduco per semplicità: "Il marketing multi livello è una strategia di marketing nella quale la forza di vendita è compensata non solo per le vendite che genera personalmente, ma anche per le vendite delle altre persone che reclutano, creando una linea di distributori e una gerarchia di multipli livelli di retribuzione".

Questo mi piace di più. Se masticate l'inglese, leggete tutta la voce, è parecchio interessante. Il multi livello quindi comporta questa doppia possibilità di retribuzione: quella delle vendite dirette e quella delle vendite fatte dalle persone che avete reclutato.

Sia chiara una cosa: non scenderò nell'argomento qualità dei prodotti. Alcuni sono mediocri, altri buoni, altri veramente ottimi. Possibilmente eviterò anche di scendere nei particolari per quanto riguarda le cosiddette convention e la veridicità di alcune affermazioni fatte nel corso delle stesse.

Quello di cui voglio parlare e discutere con voi è quanto possa essere conveniente, sia per la vostra salute economica che per quella sociale, questa scelta.

Il fatto che in poco tempo sia stata però in qualche modo contattata da vari nuovi venditori (o venditrici) mi ha resa propensa a cercare un confronto sull'argomento, per poi trarre un po'di conclusioni.

Quindi vi chiedo: siete stati mai coinvolti personalmente in questo tipo di vendite? Qual è la vostra esperienza? Conoscete persone rappresentanti di questo tipo di ditte?

Spero che rispondiate numerosi.

lunedì 31 ottobre 2011

L'Economa in bottiglia due.


Collezione autunno inverno, grazie al Radioamatore.

domenica 30 ottobre 2011

... e adesso?

Qualche tempo fa, sul bel blog dell'Idraulico in delirio, ho avuto una rivelazione. Come capita spesso (in un botta e risposta di commenti ad un post il cui argomento non era inerente a quello di cui di solito tratto), qualcuno (grazie, Gabor_) ha dato il "La" ad una riflessione.

Riporto il commento per comodità

Lo sto leggendo tutto d'un fiato anche per compiacere il mio ego col trovare artifici che applico già con successo evidenziati da altri.

Purtroppo la mia palestra è mangiare e divertirmi con 50€/settimana, chi ha detto che l'università è una palestra per la vita aveva pienamente ragione ma ha dimenticato di specificare che le vere lezioni si tengono dalle 13 alle 23 e non dalle 9 alle 13 in aula.

Mi sono sentita un verme. Già, perché per casi strani della vita (dei quali il principale è l'esser nata in una zona "fortunata" riguardo al lavoro e l'istruzione), mi sono ritrovata ad affrontare la gestione di una casa "mia" ad un'età veneranda, con una certa sicurezza economica, con un Radioamatore tuttofare e con un bel po'di esperienza in ambiente protetto (leggi il paterno ostello).

Insomma, mi è mancata tutta la fase "di esperimento", quella che di solito si fa durante l'età universitaria, ed in cui, come diceva Gabor_ si campa con 50 euro a settimana.

Quando parlammo del Superstudente Risparmioso Denis (chissà che fine ha fatto?) un po'l'argomento lo abbiamo sfiorato, ma mi rendo conto che la dura palestra universitaria è un argomento clou (per esempio nei blog americani di finanza personale se ne discute tantissimo).

Insomma, volevo i vostri commenti sul momento in cui, soli o in compagnia, avete chiuso la porta di una casa non vostra e vi siete detti:"E adesso?".


Mi sono allora messa in moto. Ed ho trovato cose interessanti anche per noi "vecchietti"....

sabato 29 ottobre 2011

Gli economi tartufini dell'Arabafelice.

Sapete che l'Economa ha il debole per le ricette di un blog in particolare.

Quello che non sapete è che l'Economa è sempre stata una di quelle alunne perfettine, con i compiti sempre fatti nello zaino, con tutti i libri da sfoderare al momento della lezione, che copiava gli appunti in bella grafia perché altrimenti il quaderno era brutto.


Eppure questa volta no. Questa volta l'Economa ha tradito la maestra: leggendo la divina ricetta dei tartufini furbi bicolore agli Oreo della grandissima Arabafelice, l'Economa ha fatto l'anarchica.

O meglio, diciamola tutta, ha fatto una grandissima ca.... ops, cavolata, ecco.

Si è sbagliata a comperare il cioccolato e ha preso il fondente Lidl, forse ignorando totalmente il significato della parola "bicolore". Ecco. Allora, dato che aveva iniziato a sbagliare, ha perseverato. Aveva una confezione di Philadelphia al Milka in freezer, riposto causa "forse è meglio mangiare cose un pochino meno caloriche" e un tubetto di Doricrem al cioccolato. Nel senso: biscotti al cioccolato + ripieno al cioccolato.

Ergo, come ricetta anarchica svuotafrigo del sabato oggi proponiamo i...

Tartufini furbi delirio al fondente

Per una dose di prova (circa 6/8 tartufini)

  • 75 grammi Doricrem al cioccolato
  • 40 grammi Philadelphia al Milka
  • Cioccolato fondente Lidl al 72% (sono delle tavolette molto sottili, credo svizzere o tedesche)
  • Un pizzico di sale (che ho regolarmente scordato)

Tritare nel tritatutto i biscotti, aggiungere il Philadelphia al Milka ed il sale e mescolare fino ad ottenere una pasta omogenea. Con l'aiuto di un cucchiaino formare delle palline da far raffreddare in freezer per circa 10 minuti. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e passarvi i tartufini ben freddi. Metterli su un piatto coperto di cartaforno a solidificare.

Allora questa versione è per amanti del fondente: il gusto è veramente unico.

Se invece volete una versione meno delirante, usate i Doricrem tradizionali con il Philadelphia al cioccolato o i Doricrem al cioccolato con il Philadelphia normale (la prima versione ha riscosso un grande successo, posso assicurarvelo).

Ovviamente, non appena realizzate le due versioni con i Doricrem, sono riuscita a trovare il tubo di Oreo.... Indovinate che fine farà (l'opzione "finirà tutto nel latte a colazione" è già stata sfruttata)?

Ah, un ultimo avvertimento: il prodotto è soggetto a calo ponderale naturale. Nel senso che a partire dagli ingredienti ed in tutte le fasi di lavorazione spariscono vari grammi (biscotti interi, quadretti di cioccolato, rimasugli di composto, biscotti sbriciolati, porzioni di Philadelphia, tartufini di prova che tanto di prova non sarebbero dovuti essere....). Tenetene conto quando comperate ciò che vi serve.



lunedì 24 ottobre 2011

Ricette furbe: spezzatino di tonno e zucchine, ma anche...

.... sugo al tonno e zucchine.

L'Economa aveva comperato in offerta al supermercato del tonno al naturale di ottima marca (la catena Billa è una delle poche ad avere gli scaffali delle offerte, ed ho beccato un favoloso 50%).

L'Economa aveva delle zucchine.

All'Economa piacciono il tonno, le zucchine e il sugo con il tonno. Ergo, l'Economa si è inventata una ricetta (applausi, grazie).

Ingredienti per una persona

Due scatolette di tonno al naturale da 80 grammi
Due/tre zucchine
1 cucchiaio di olio EVO
Peperoncino
Salsa di pomodoro in bottiglia

Attrezzatura

1 padella
1 cucchiaio in legno

Procedimento

Tentare di aprire le due scatolette. Usare delle espressioni turpi non riuscendoci. Chiamare il Radioamatore in aiuto. Essere derise dal Radioamatore. Essere insultate dal Radioamatore che detesta il tonno, ma in compenso ha aperto le trappole infernali. Sgocciolare il tonno.

Tagliare a rondelle sottili le zucchine mondate e lavate. Scaldare l'olio con peperoncino a piacere, versare le zucchine e cuocerle "al dente". Aggiungere a questo punto il tonno e la salsa di pomodoro.


Qui vi si aprono due opzioni.

a) Opzione "piatto unico": usare poca salsa e cuocere modello spezzatino (ci vorranno pochi minuti) e servire con del cous cous precotto o patate lesse.

b) Opzione sugo al tonno: usare più salsa (eventualmente aggiungere un po'di acqua se il tutto fosse troppo denso), portare il magma risultante a cottura e condirci la pasta.

La prima è divina. La seconda anche. Non ho menzionato il sale perché il tonno è bello carico di suo, nulla vi vieta di aggiungerlo se vi piace. Secondo me potrebbe essere anche un pranzo da ufficio in una versione senza salsa, ma con il cous cous (un'insalata di cous cous, tonno e zucchine, insomma). Poche calorie, poco tempo e poca spesa, ah, che bello.

Che ne dite? Mi merito il cappello da cuoca?

domenica 23 ottobre 2011