domenica 23 ottobre 2016

Le aste immobiliari in Italia

Circa un annetto fa Mattia Butta ha raccontato di come in Repubblica Ceca si possa acquistare un immobile in un'asta giudiziaria con un meccanismo che ricorda ebay. 

Vi posso assicurare che in Italia non è così: la situazione di partenza può essere la stessa, ma l'esecuzione è totalmente differente.

Contemporaneamente al post di Mattia, infatti, e poco dopo l'acquisto della magione, il dinamico due è venuto a sapere che a breve sarebbe andato all'asta un terreno confinante, quindi ha ben pensato di buttarsi nell'impresa. Da bravi burocrati (ottimisticamente) o da bravi ingenui (ecco, qui ci siamo) pensavamo che sarebbe stato sì un po'complesso, ma tutto sommato non molto difficile.

Polli.

Metto subito le cose in chiaro: non abbiamo avuto problemi dovuti ad influenze terze (come può purtroppo capitare in località dove gli immobili sono molto appetibili) e tutte le persone con cui ci siamo confrontati sono state iper professionali, gentilissime e corrette. 

E'che è proprio il meccanismo ad essere complesso.

Come comincia l'avventura del Signor Bonaventura? Con la pubblicazione dell'annuncio nel sito delle Aste Immobiliari, dove si trovano i dati salienti sul bene che andrà in asta (perizia di stima e avviso di vendita).

A questo punto, se si è interessati alla visione, si prenota un appuntamento per "toccare con mano" il bene. ATTENZIONE: si può essere assititi da un professionista di fiducia al momento della visita, ma non si può fotografare nulla. 

Se si è ancora interessati dopo aver visto di persona il rudere, si ha un tempo ben definito per presentare la domanda in carta da bollo per partecipare all'asta, con una procedura dalla complessità simile a quella della costruzione di uno Space Shuttle. Pertanto molte persone si fanno aiutare da un avvocato.

Si scarica il fac simile di domanda, lo si riempie con i dati anagrafici dell'offerente (che deve essere una persona, quindi nel nostro caso la sottoscritta, mentre il Radioamatore aveva il ruolo di motivatore e coach), del prezzo che si offre (c'è una base d'asta che può essere ribassata del 25%), del tempo in cui si vuole perfezionare il pagamento, si stampa, si firma, si appone la comoda ed obbligatoria marca da bollo da 16 euro e si controlla il risultato. Al tutto, si allega una copia in corso di validità del documento e del CF dell'offerente, un simpatico assegno circolare di cauzione del valore di un decimo dell'importo offerto, si chiude il tutto in una busta e si porta alla cancelleria del Tribunale nei termini previsti dal bando.
 
Qui il solerte cancelliere registra su un magnifico librone con le cedoline da staccare la proposta (trascrivendo i dati dell'esecuzione o pignoramento per il quale si offre), protocolla e timbra praticamente ogni cosa in suo possesso in quel momento e regala la ricevuta (in caso si partecipi all'asta e si perda, la ricevuta va riconsegnata per tornare in possesso dell'assegno di cauzione).

In teoria in caso di unico offerente la storia finisce più o meno qui: il giorno dell'asta ci si presenta in tribunale all'ora convenuta, il delegato del Giudice verifica l'unicità dell'offerta e la correttezza dell'incartamento e il bene viene aggiudicato al prezzo che risulta nella documentazione. 

Nel nostro caso poteva andare così liscia? Certo che no: dopo tre aste deserte, ci siamo trovati con altri due offerenti a concorrere.

Ve la faccio breve: il triello de "Il buono, il brutto, il cattivo" in confronto è un girotondo all'asilo. Il prezzo si è alzato subito ben oltre il limite che ci eravamo posti ma, fatte le debite considerazioni, siamo andati avanti. Ad ogni offerta il delegato del giudice fa partire un timer che dà agli altri concorrenti un minuto per ribattere (ah, la vecchia e cara candela di una volta...). 

Se le vostre coronarie reggono, se il vostro budget vi permette di essere l'offerente migliore, se, insomma, come è successo per noi, risultate vincitori dell'asta, dovrete versare il saldo prezzo e le spese nel termine riportato nel bando o in quello da voi segnalato nell'offerta, con bonifico bancario o assegno circolare.

Tempo due/tre mesi (nel migliore dei casi) e vi verrà trasmesso l'atto di trasferimento. A quel punto vi consegneranno anche le chiavi.

Il procedimento è durato sette mesi. 

Il nostri sistemi nervosi ringraziano.
 
 




2 commenti:

  1. 7 mesi???
    ancora due in più ed avrebbe partorito un bel babyterreno ^_^

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  2. 7 mesi mi sembrano un bel po' per un bene che non immagino non fosse un appartamento a Roma Prati o Trastevere di 100 mg a centomila euro :-(
    Sto cercando di immaginarmi la scena del timer e del minuto per rialzare.... ma si trattava di una clessidra o della sveglia della nonna?
    Elisa

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