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Se siete assidui lettori del mio blogghino, sapete che l'Economa ha la passione per i concorsi a premio e che ogni tanto ci ricava qualche soddisfazione. Già dall'anno scorso, però, i concorsi si sono ridotti di numero ed hanno premi di minor valore: il "concorso dei gelati" che deliziava l'estate Economa era assai meno ricco del solito e la Coca Cola aveva meno premi.
Il 2012 (grazie Maya!) è ancora peggio: una marca leader ha un concorso minore, l'altra addirittura nessuno perché ha ridotto le spese di marketing
per il canale bar. Coca Cola invece ha lanciato un concorso per gli Europei (ne dovrebbe fare anche per le Olimpiadi, è sponsor di tutti e due gli eventi), ma anche qui a parte il premio grosso (viaggi per la finale) ci sono felpe e poco altro.
Per l'Economa, non è un gran danno: i concorsi sono un hobby e le eventuali vincite vanno in una specie di fondo pensione autocostruito. Per altri invece è più dura, poiché utilizzano le vincite per concedersi qualche sfizio, una vacanza o per affrontare spese impreviste.
Voi avete notato qualcosa?
PS per chi volesse saperlo: L'Economa si è dedicata di più al Buzz marketing ed ai sondaggi anche per questo.
Avevo letto anni fa la ricetta su un forum di cucina. Poi li avevo riposti in un angoletto della memoria. L'anno scorso, da neo padrona di casa, per una cena sono andata ad acquistare dei salatini in una rinomata pasticceria: un disastro, i rustici erano vecchi e poco saporiti.Pochi giorni fa, complice una cena tra colleghi e un rotolo di pasta sfoglia in freezer, ho tirato fuori l'anima Economa e Furba e mi sono messa al lavoro.Risultato? Millemila volte meglio di quelli comprati!Ingredienti1 rotolo di pasta sfoglia da banco frigo2-3 cucchiai di passata di pomodoroOrigano q.b.Facoltativo: parmigiano, fontina o Galbanino a dadiniProcedimento difficillimoPreriscaldare il forno a 200° centigradi. Aprire il rotolo di sfoglia, con sotto la carta forno della confezione, cospargerlo con il pomodoro e gli altri ingredienti in uno strato uniforme. Piegarlo a mezzaluna ed inciderlo con un coltellino affilato creando forme di vostro gusto (rombi, quadrati, rettangoli...) o secondo la vostra abilità artistica (i miei erano dei trapezi scaleni).Adagiare delicatamente la carta forno con il vostro quadro di Mondrian sulla placca del forno o su una teglia e cuocerlo per 10-15 minuti a metà altezza (così si cuocerà bene sia sopra che sotto) o fino a coloritura della pasta sfoglia.Fare intiepidire e separare i salatini.Quando passate davanti alla pasticceria rinomata, sogghignare soddisfatti.
Oggi il Corriere on line mi ha servito su un piatto d'argento questo. Era da un po'di tempo che mi frullava in mente l'argomento "downshifting estremo" e finalmente ci siamo arrivati: l'articolo parla di un ragazzo friulano, Devis, che a 23 anni ha deciso di mollare il suo lavoro e dedicarsi alla vita di campagna.
Premetto che la casa prefabbricata dove abita è di proprietà della sua famiglia (giusto per precisare). Ora Devis ha 28 anni e guadagna 200 euro al mese, vendendo le eccedenze dei prodotti del proprio orto; questa volta però il giornalista alla fine del pezzo ha lanciato una domanda intelligente: Devis, quanto durerà?
Il downshifting estremo non è un fenomeno nuovo: qualcuno conosce esperienze passate? Come si sono concluse?
Ho gettato l'amo con un post. Il quesito era "Perché oramai vanno così di moda i prestiti di consolidamento?".
Ora voglio esporvi i miei due cent sull'argomento, e ci sarà da riflettere.
Vi ricordate le cambiali con cui Fantozzi paga il suo soggiorno a Capri? Si sono evolute. Fino a qualche anno fa le finanziarie per il credito al consumo favorivano in ogni modo l'acquisto a credito. Si pagava di meno con la finanziaria che mettendo i contanti (o la carta di credito, o il bancomat) in mano al negoziante al momento della transazione. Il gioco era abbastanza semplice: per 9 persone che pagavano regolarmente, una non lo faceva e le penali che doveva scontare facevano guadagnare alla società che prestava abbastanza da rendere gli altri acquisti vantaggiosissimi (spesso negoziante e finanziaria coincidevano, soprattutto se si comprava in grandi catene).
Con le prime avvisaglie della crisi, i cordoni della borsa si sono stretti ed il credito al consumo si è rivolto a chi aveva una busta paga o una pensione. Per la prima categoria, però, i tassi cambiavano a seconda del datore di lavoro, e venivano favoriti coloro i quali lavoravano nel settore pubblico. Il prestito passava spesso per una cessione del quinto. Cos'è una cessione del quinto? E'un particolare tipo di prestito in cui il prelievo viene fatto direttamente in busta paga, quindi dà alla finanziaria il vantaggio non da poco di essere sicura di avere i soldi, anche perché se il dipendente viene licenziato la società (o la banca) può rivalersi sul TFR.
Una chicca: se la cessione del quinto avviene sulla pensione, è quasi obbligatoria un'assicurazione sulla vita che permette alla società di recuperare il dovuto in caso di decesso del creditore.
Tutto questo fino ad un paio di anni fa era la norma. Oggi siamo arrivati alla perversione del prestito di consolidamento, cioé un prestito che incorpora tutte i prestiti di una persona, li chiude, e crea un nuovo prestito unico con rate più basse e durata allungata.
Invece di pagare 4 rate per un totale di 1000 euro (e magari avere l'ultima rata dell'ultimo prestito tra 5 anni), l'indebitato arriva ad avere una sola rata di 900 euro, e l'ultima rata tra 10 anni.
Questo meccanismo è molto conveniente nel caso di stipendio sicuro; ah, ovvio, conveniente per chi presta! Fidelizzare in questo modo una persona permette alla finanziaria (o alla finanziaria della banca, sia chiaro, Compass ad esempio è quella di Mediobanca-Che Banca!), di "spremere"a tempo indeterminato il cliente. Sono queste persone, quelle senza rischio, quelle con stipendio "sicuro", insomma, dipendenti pubblici (sempre di meno) e pensionati (sempre di più) che riescono, nei limiti delle loro entrate mensili, ad ottenere prestiti e prestiti di consolidamento.
Avete notizie o esperienze a riguardo?
I am prepared for the worst, but hope the best. – Benjamin Disraeli
Hoping for the best
But expecting the worst - Forever young, Alphaville
L'Economa è una lettrice onnivora (un tipetto che quando frequentava le elementari leggeva le Enciclopedie), penso che l'abbiate capito tutti.
Strana caratteristica dell'Economa è quella di avere delle.... delle... uhm, come possiamo chiamarle? Sinestesie letterarie? Allucinazioni economiche?
Insomma tendo a collegare citazioni e brani letterari con l'argomento del blog (vi ricordate di Mordo Nahum?).
Per caso qualche giorno fa mi sono imbattuta nella citazione di Disraeli mentre sentivo la canzone degli Alphaville.
I due neuroni cerebrali di cui sono ancora in possesso (Emisfero Destro ed Emisfero Sinistro, colloquialmente chiamati ED ed ES) si sono connessi ed hanno stabilito che la frase di Disraeli è una buona definizione della filosofia dell'Economia Personale. Quella degli Alphaville invece è un tantinello più pessimista.
Allora, mi devono portare alla neuro o c'è un fondo di verità?
L'altro ieri mi sono accorta che la tessera punti quasi colma del supermercato da noi più frequentato era a zero punti.
Non avevo preso nota della scadenza della raccolta.
Ho perso 10 euro.
Il Radioamatore mi sta sfottendo a morte.