mercoledì 18 agosto 2010

Preoccupazioni

Quelle che ha un'Economa quando guardando i referral del blog scopre che parecchie persone entrano cercando "come spendere poco per il cibo"

martedì 17 agosto 2010

Soddisfazioni

Quelle che ha un'Economa quando una persona conosciuta on line per altre ragioni confessa di essere già stata sul tuo blog e di averlo trovato interessante.

lunedì 16 agosto 2010

Inglese per economi: Windfall

Windfall: somma di denaro che ci giunge inaspettatamente. Può essere un'eredità, un premio della lotteria o un ritrovamento.

I veri economi si preoccupano in primo luogo di come gestirla.

giovedì 12 agosto 2010

Le scarpe di Mordo Nahum

Quando c'è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle scarpe, in secondo alla roba da mangiare; e non viceversa, come ritiente il volgo: perché chi ha le scarpe può andare in giro a trovar da mangiare, mentre non vale l'inverso.
"Ma la guerra è finita" obiettai: e la pensavo finita, come molti in questi mesi di tregua, in un senso molto più universale di quanto si osi pensare oggi.
"Guerra è sempre" rispose memorabilmente Mordo Nahum.
Primo Levi, "La Tregua"
Chi ha letto Primo Levi conosce bene questo dialogo: dopo la liberazione dal campo di sterminio, Levi compie un viaggio molto lungo per tornare in Italia. A Cracovia conosce un greco (un "supergreco"), Mordo Nahum, con cui stringe un legame di qualche giorno; Primo ha scarpe non adatte e soffre molto, Mordo lo aiuta e gli fa notare la sua sventatezza.
La filosofia di Mordo Nahum è concentrata in quelle tre parole "Guerra è sempre" con cui avverte Primo: bisogna sempre essere pronti, soprattutto al peggio, e farsi trovare preparati.
Oggi stavo leggendo sui giornali l'allarme degli economisti: la ripresa di inizio 2010 è stata solamente un timido riprendersi e non c'è sicurezza che dopo l'estate le cose vadano meglio. Sono passati tre anni dall'inizio della crisi (tre anni, sembra una vita), da quell'agosto 2007 in cui dagli USA arrivavano strani termini come "Subprime" e "Credit crunch".

In Italia in un primo momento la maggior parte delle persone come Primo Levi non aveva capito bene la necessità di trovare le scarpe prima del cibo: la propensione al risparmio, la certezza di un lavoro fisso per alcuni (statali e parastatali), il risiedere in zone ricche della nazione per altri, un'assistenza statale comunque molto diffusa, caratteristiche che rendono gli italiani diversi dagli statunitensi, ci hanno resi sicuri che le nostre scorte di cibo fossero comunque sufficienti per una breve guerra.

Qualcuno è stato Mordo Nahum. Qualcuno ha capito in tempo che bisognava preparare le scarpe.
Ho iniziato il blog un anno e mezzo fa e, nonostante allora l'ottimismo regnasse sovrano, ci avevo visto giusto quando sostenevo che la crisi non fosse ancora finita, anzi, che dovesse ancora iniziare. Questo inverno sarà lungo per tutti: spero che il Mordo Nahum che è nascosto in tutti noi ci permetta di avere le scarpe. Qualcuno le ha messe da parte negli ultimi tre anni, alle prime avvisaglie, chi un paio, chi di più. Altri stanno mantenendo il più possibile quelle che anno, magari portandole dal calzolaio a riparare. Altri si troveranno con i sandali in pieno inverno, come successe a Levi.
Sì, ma quali possono essere le scarpe invernali? E quali sono i metodi per conservarle? Cosa farebbe al posto nostro Mordo Nahum?

mercoledì 11 agosto 2010

Ritrovamenti domestici negli armadi

La Noisette (una delle 3 prof a cui affiderei un fanciullo per essere sicura che le sue conoscenze in italiano saranno di ottimo livello) ha pubblicato nel suo splendido blog un post intitolato "Archeologia dell'armadio quattro stagione" in cui ha descritto cosa abbia trovato nel suddetto nel corso delle sue pulizie estive.

Effettivamente ci ha trovato di tutto, e non mi stupisco, perché anche io nei miei armadi ho trovato manufatti assolutamente incredibili (tra cui i miei vecchi quaderni). Il problema è che il mio repulisti è iniziato un anno e mezzo fa (apertura blog...) e non è ancora finito.

La casa non ruba, nasconde, quindi negli angoli più impensati troverete della roba che Lord Carnarvon creperebbe di invidia.

Mi spiego meglio.

Ad esempio, ricordate le saponette degli alberghi che mi ero ripromessa di utilizzare? Sì? Lo stock è in avanzato stato di consumo, ma ogni tanto da qualche borsa spuntano nuove cuffie da doccia e nuovi kit di cucito (e spazzolini da denti usa e getta con dentifricio ideogrammato di corredo). Quindi il mucchio non cresce e non crepa, con mia grande rabbia.

In compenso il mio armadio dei vestiti contiene solamente abiti che posso indossare (nulla di troppo stretto, troppo largo, troppo ggiovane, troppo vecchio, troppo appariscente...) e che, effettivamente, indosso. Lo stipetto delle borse mi dà più problemi: abbondo di invernali e scarseggio di estive, ho tanto sportivo e poco da ufficio, ho gettato borse in seta e rimesso sotto una in tela e pelle di cui avevo scordato l'esistenza, ma ancora il tutto non va.

Delle scarpe sono orgogliosa: dopo ventordici anni non c'è nemmeno un paio di espadrillas, ma solo scarpe di pelle, belle, comode e mettibili (a parte un paio di tacchi alti che devo alternare a quelle utilizzabili).

Sull'armadio-libri scolastici stendo un velo pietoso, vi dico solo che dopo moooolti anni ho rinvenuto un libro del quinto che ritenevo disperso nella nebbia. Eppure era sempre stato lì, al posto suo, ma sepolto da tutti gli altri i suoi allegri compagnucci. In compenso non trovo più quelli del terzo e del quarto, mimetizzati tra quelli universitari.

E'stato l'armadio delle scorte in cucina a darmi la botta finale. Tra bottiglie di detersivo e detergente per superfici sono state rinvenute 3 confezioni di assorbenti (e li avevo appena ricomprati) e 5 confezioni di piastrine per macchinette antizanzare di 4 marche diverse. Tutte aperte. Tutte. Per fortuna che non avevamo ancora fatto la spesa, altrimenti avremmo sicuramente acquistato doppioni.

La storia comunque ha un lieto fine: tutto è stato avviato al suo destino consumistico, per la gioia dell'Economa super efficiente. Ma sono sicura che quando meno me lo aspetto da qualche cassetto spunterà un altro kit da cucito. Garantito al limone.


martedì 10 agosto 2010

Tormentoni e tormentate

Questo è un post polemico/di costume. Non è mia abitudine, ma questa volta lo scrivo.

Parleremo delle Ragazze di Ostia, o meglio, di Debora e Romina, le Calippe. I fatti sono più o meno noti: il 18 luglio SkyTg24 manda in onda un'intervista "balneare", una di quelle che si fanno d'estate come riempitivo, girata ad Ostia (la "spiaggia dei romani" per antonomasia).
Le solite domande: "Cosa fate qui, venite tutte le domeniche, come passate la giornata". Ma. C'è il "Ma". Rispondono alle domande "du'pischelle", con una cadenza romana abbastanza spiccata (romana, non romanesca), che descrivono la loro giornata al mare con un po'di imbarazzo e molta allegria.

Il giorno dopo vengono sottotitolate in un video di youtube in italiano "aulico" e scoppia la mania: centinaia di migliaia di visualizzazioni, tormentone istantaneo, le "Calippe" diventano in due giorni un fenomeno web.

Ecco. Questo post è in assoluto favore di Debora e Romina: due adolescenti (15 e 17 anni!), che si erano andate a fare una giornata di mare e si sono trovate in mezzo all'uragano. Perché nei giorni successivi le due ragazze si sono dimostrate molto più assennate (penso consigliate anche dalle loro famiglie) di quanto quei 52 secondi potessero far pensare se male interpretati. Stupite dell'accaduto, onorate, ma in fondo imbarazzate, della loro fama improvvisa, hanno fatto vedere ai media la loro gioventù normale, la loro spensieratezza, il loro volersi divertire come tutti.

Più innocenti e sicuramente meno snob di tanti commenti letti sul web.

Anche perché diciamocelo: tornando indietro alla nostra adolescenza lontana, mettiamoci nei loro panni. Come avremmo reagito noi, davanti alla telecamera, a 15 anni? Con un filo di imbarazzo e la risarella: esattamente come loro due.

Speriamo solo che Debora e Romina non siano travolte dal loro insolito destino nell'azzurro mare di luglio (che a Ostia il mare non sia proprio azzurrissimo è un dato di fatto, ma passiamola per buona) e che nel 2011 si godano finalmente il Calippo e la BiRa in santa pace, senza microfoni invadenti e sottotitoli astrusi.

venerdì 6 agosto 2010

Gioie di RaiStoria

Servizio del 4 ottobre 1977 sul fenomeno punk.
Riprese di una festa piena di ggiovani del tempo.
Uno dei ggiovani era Bob Geldof.