domenica 24 gennaio 2016
Occasionale. Accessorio.
So già che con questa notizia il post sarebbe già fatto, ma oggi ho deciso di rovinarvi (e rovinarmi) la domenica e parlarvi diffusamente dei voucher, o del Lavoro occasionale e accessorio. Voi direte giustamente che se ne è occupato già qualcuno più autorevole prima di me, ed avreste pienamente ragione. Però, dato che non sono una giornalista, ma un'Economa Domestica, vi parlerò dell'argomento in maniera terra terra e cattiva cattiva.
La storia del lavoro occasionale e accessorio nasce con la cosiddetta Riforma Biagi (il cosiddetta è voluto, il contributo del povero Biagi in quella riforma è tutto da discutere); il concetto è semplice e positivo, si tratta di far emergere dal nero nerissimo tutta una serie di lavori e lavoretti per cui la vera e propria assunzione è complicata burocraticamente e che hanno una durata temporale limitata. La lista di questi lavori era ridotta, ma, come si sa, la strada per l'Inferno è piena di buone intenzioni, e quindi nel 2012, con la riforma Fornero, pali e paletti sono caduti e la "platea dei beneficiari" si è drammaticamente allargata.
Ora.
Il fatto che una ragazza che per pagarsi gli studi arrotonda come baby sitter, giardiniera, raccoglitrice di mele, il ragazzo che passa i suoi pomeriggi a dare ripetizioni, il pensionato che fa lavoretti da manutentore possano tutelarsi un minimo se durante questi compiti hanno un incidente, e vogliano crearsi un minimo di montante contributivo è cosa buona e giusta. La realtà è che per come si sono messe le cose, la prima cosa è garantita, la seconda è molto più difficile da raggiungere: il cosiddetto voucher è costituito da un pezzo di carta termica dal valore di euro dieci o multipli (da nessuna parte è scritto che un voucher equivale ad un'ora di lavoro, ma per consuetudine ormai "usa così"). Di questi 10 neuri, al lavoratore vanno 7,50 euro, il resto serve a coprire i contributi Inps/Inail e l'aggio del venditore. Per il momento il discorso è lineare: la normativa copre tutta una serie di casistiche in precedenza non considerate e tutela un minimo persone che al contrario sarebbero vissute in un limbo totale.
In un mondo perfetto sarebbe finita qui; non siamo in un mondo perfetto.
Quello che non traspare è che i voucher, coprendo per definizione prestazioni occasionali e accessorie, non garantiscono una serie di diritti quali malattia, maternità, NASPI, e chi più ne ha più ne metta. Vabbé, direte voi, ma creano un montante contributivo. Sììììììì, certamente, ma, come vi ho detto, committenti e prestatori (nomi tecnici) hanno una serie di limitazioni nell'accesso a questa forma di lavoro e questo si riflette anche sulla pensione.
Fino al 2015 un lavoratore poteva arrivare ad un massimo lordo di circa 6000 euro percepiti in voucher, e un'azienda non poteva retribuire per più di 2000 euro la stessa persona con i voucher; dal 2016 i limiti si sono alzati. Capite bene che, sussistendo l'unico obbligo di registrare il voucher prima dell'inizio della prestazione (ed anche questo non è proprio proprio chiaro), il giochetto di registrare un singolo buono lavoro e retribuire il resto della giornata fuori busta sia diventato un vizietto molto diffuso e che libera i committenti da quasi tutti i rischi in caso di ispezione (è stato ribadito dal Ministero del Lavoro che l'unico limite all'utilizzo dei voucher è quello reddituale).
Il montante contributivo? Il minimo per farlo valere è di essere retribuiti durante l'anno solare per una somma pari o superiore al minimale per gli iscritti alla gestione separata: circa 1.100 euro. Ora, dato il concetto espresso sopra, capirete pure voi che le persone che riescono a raggiungere questa cifra siano più o meno quanto i panda giganti. Nella migliore delle ipotesi, sarebbero coperti sei mesi (ricordiamo il limite annuo di retribuzione in voucher) e, dando un'occhiata a come funziona la totalizzazione, capirete bene che il pensionato manutentore dovrebbe avere una serie di colpi di fortuna fotonici per riuscire ad aggiungere quanto maturato con i voucher a quanto percepisce in un'altra gestione. Sui giovani non mi azzardo nemmeno a fare previsioni.
Allora, cui prodest?
Ai datori di lavoro, chiaro, che assumeranno sempre meno stagionali (nelle zone turistiche c'è un giro di voucher impressionante ed in continuo aumento).
Ad alcuni lavoratori che sanno già che non avranno una pensione in Italia e che vogliono i soldi pochi, maledetti e subito (penso alle persone che hanno lavori discontinui nell'assistenza domestica, nel turismo e nell'agricoltura), diventati all'improvviso decisamente appetibili per un datore di lavoro.
All'ente previdenziale, che si vede sgravato dall'onere delle prestazioni a sostegno del reddito legate alle forme di lavoro dipendente in tutte le sue molteplici sfaccettature (sì, anche quello a chiamata. Sì, anche quello intermittente. Sì, anche quello in somministrazione. Sì, anche quello interinale).
Ai tabaccai e alla banca ITB, che stanno gestendo un aggio incredibile (la banca ITB era un mistero misterioso fin quando non ha iniziato a manovrare il flusso di denaro dei voucher).
Chi perde in questo gioco?
Una figura è chiara: il lavoratore medio, a cui sono state assottigliate le tutele (assottigliate è un eufemismo per azzerate, ma, come vi ho spiegato, per la facciata data a questo tipo di lavoro un minimo di protezione c'è, soprattutto per gli infortuni).
Un'altra è meno ovvia: i consulenti del lavoro e gli studi associati addetti alle buste paga. Stanno facendo fuoco e fiamme. Non esistendo più tante buste paga, la loro figura sta svanendo (in molte zone nel periodo di punta turistico e agricolo erano oberati di cose da fare, ora molto meno).
Forse mi verrà in mente qualche altra cosa sull'argomento. Per il momento mi fermo qui, in attesa dei vostri dubbi, perplessità, incertezze.
domenica 4 gennaio 2015
L'Economo budino al cioccolato
Al Radioamatore, no.
Quindi la soluzione "Compra le bustine e fattelo" non può essere praticata. Da qualche tempo allora la soluzione è diventata "Fattelo da sola con una ricetta furba".
Premessa: la consistenza è un po'più morbida del budino in bustine, anche perché ho sempre usato come addensante la farina (quello avevo sotto mano e quello è andato nella miscela). Nulla proibisce di sperimentare con altri addensanti, anche gluten free.
Ingredienti
- 1 tazza di latte
- 1 cucchiaio di zucchero
- 1 cucchiaio di farina
- 1 cucchiaio di cacao amaro (uso quello olandese)
Attrezzatura
- 1 tazza (quella del latte, da circa 200 cc.)
- 1 cucchiaio di legno
- 1 fornello
Mescolate nel pentolino le tre polveri, eliminando più grumi possibile (quelli del cacao "sono tosti"). Aggiungete a filo parte del latte freddo, per ottenere una pastella densa ed omogenea. A questo punto mettete il resto del latte e ponete sul fuoco (non vivacissimo), mescolando finchè il budino non sarà denso.
Versate nella tazza e fate raffreddare (prima a temperatura ambiente, poi in frigo). GNAM.
sabato 22 novembre 2014
Kim
Il Radioamatore ormai si rivolge a me con il nomignolo di Kim.
Il che non è bello.
sabato 26 luglio 2014
Spendi e riprendi estivi.
La prima è la classica: P&G Un aiuto concreto. L'attuale promozione prevede che, acquistando 20 euro in prodotto P&G e spedendo gli scontrini, si ottengano un blocchetto di buoni sconto di pari valore e una confezione di campioni omaggio. La promozione è valida dal 1 luglio al 30 settembre
Se invece si hanno più di 50 anni e negozi della catena Acqua e Sapone nelle vicinanze si può prendere parte ad un'altra iniziativa: Victoria 50, sempre della P&G. Stavolta, a fronte di un acquisto di prodotti per 50 euro (solamente nei negozi Acqua e Sapone, non nelle consociate) si riceverà, spedendo gli scontrini e la carta di identità attestante l'età della richiedente, un buono acquisto da 25 euro. La raccolta è valida dal 1 luglio al 31 dicembre 2014.
Fino al 30 novembre, invece, si potrà partecipare all'iniziativa Henkel "Dixan missione risparmio": acquistando in un unico scontrino 20 euro di prodotti delle linee Dixan, Perlana, Vernel, Nelsen, Pril, Bref, General e Bio Presto e spedendo lo scontrino si potrà ottenere un buono da 10€. Se si vuol tentare la fortuna, registrandosi al sito e giocando per un massimo di sette giorni (tre tentativi al giorno) al gioco on line si potrà ottenere il raddoppio del buono (io ho vinto!).
Se invece avete in giro ragazze e ragazzi che frequentano medie e superiori, c'è una bella iniziativa Ferrero: acquistando due prodotti delle linee Estathé e Nutella o merendine (ESCLUSI gli avancassa), giocando lo scontrino si possono ottenere buoni acquisto per libri scolastici da 15€ cadauno. I buoni non sono cumulabili, ma si risparmia molto! Un consiglio: giocate con e mail e nominativi diversi.
Avete qualche altra iniziativa interessante da consigliarmi?
lunedì 14 ottobre 2013
Aggiornamenti sui siti di sondaggi
Per prima cosa segnati a TRND, ZZUB e Club dei desideri, qualcosa si rimedia sempre (se si la pazienza e la costanza di pubblicare i resoconti). Desiderimagazine è anche abbastanza generoso con i campioni omaggio. Se date un'occhiata al blog commerciale, vedrete che sto testando Lenor per Desiderimagazine.
SWG: paga in ricariche telefoniche, ogni tanto qualche sondaggio arriva, si può fare
Non ancora riscattato
MrPanel: qui ho raggiunto la prima soglia, ma il discorso è simile a Toluna e MySurvey. Per i premi più alti servono meno punti.
Per tutti, vale il solito discorso: considerate i guadagni dei siti come un "di più". Un ritardo nell'accredito o nella spedizione dei buoni ci può sempre essere. Per il momento devo ricevere taaaaanti punti da Toluna e Pointshop e a dirla tutta mi servirebbero a breve i buoni. Il lato buono e che contabilizzando a fine anno i guadagni si può racimolare un bel gruzzoletto (e in caso di focus group o campagne buzz, un bel gruzzolone). Vale molto anche il discorso target: se si hanno bimbi piccoli, animali, si viaggia molto o si possiede uno smartphone le possibilità aumentano in modo esponenziale.
giovedì 5 settembre 2013
Le gioie della spesa
Primo supermercato, come da volantino si prende la Radler a 0,45 euro alla lattina da mezzo litro
Lasciamo lì quella nuova al pompelmo e ci limitiamo al limone, facendo scorta per tutto l'inverno. Non c'è ancora la super offerta di patate e cipolle, ma 0,29 euro al chilogrammo ci convincono a prenderne un paio di sacchi. La sorpresa viene dalla cioccolata Milka in offerta a 0,79 euro a tavoletta. Altra scorta, altro giro. Lasciamo perdere il Kukident a 4,29 euro al tubetto da settanta grammi? Giammai! Non abbiamo bisogno di frutta e verdura ulteriore, ma ci sono belle iniziative del tipo "più compri, meno paghi". Altro giro, altra corsa, altro supermercato per prendere il dado da brodo professionale in cestelli da mezzo chilogrammo per un regalo. Chiudo un occhio mentre il Radioamatore compera le sigarette a 4,50 euro a pacchetto (ma perché non smette?) e ci dirigiamo al discount, giusto per un giretto, tanto che non prendiamo nemmeno il carrello. All'inizio.
Dopo un minuto netto esco ad afferrare il carrello che si riempie in dieci secondi; prendo due confezioni di dolcificante a 0,99 euro per 1200 pasticche, la marmellata allo stesso prezzo per mezzo chilogrammo, il Radioamatore arraffa patatine di ogni sorta a 1,29 euro al pacchetto e prendiamo due confezioni di cioccolatini da regalare a 1,99 euro l'una. Sono molto carine, i cioccolatini sono addirittura "stampati" con il nome della marca ed incartati ad uno ad uno.
Non ho bisogno della mozzarella di bufala, che a undici euro al chilogrammo non è male. All'uscita, mi accorgo di aver cannato il deodorante roll on a 0,69 euro a confezione. Mannaggia, sarà per la prossima.
L'inverno si avvicina e i polmoni dell'Economa inizieranno come al solito a dare i numeri; eccoci in farmacia, a comprare Aspirina e Paracetamolo. 50 pasticche di Aspirina a 9,50 euro e 60 di paracetamolo 500 mg a 7,20 dovrebbero sistemarmi per un paio di brutte stagioni. Bon, è ora di rientrare, andiamo a fare benzina al distributore conveniente: 1,473 euro al litro e pronti a tornare a casa.
Scusate, scordavo di dirvi i nomi dei supermercati: il primo è un Billa, il secondo un Despar, il discount è un Hofer. Purtroppo l'ultima indicazione non è molto utile, Hofer o meglio Aldi Sud non c'è in Italia. Orpo, ma non mi sarò mica scordata di dirvi che la spesa l'ho fatta in Austria?
mercoledì 10 ottobre 2012
Cucina furba: pasta al tonno e salmone
Qualche giorno fa, complice una pasta mangiata in un ristorantino di Sesto in Pusteria tempo fa, ha voluto provare la pasta tonno e salmone. Dato il gradimento dei presenti, la posta qui.
Ingredienti per due persone
- Una lattina di tonno al naturale da 160 grammi
- Una lattina di salmone al naturale di pari peso
- 25 grammi di burro
- 1 cucchiaio di olio
- Porro o scalogno
- Peperoncino
- Vino bianco
- 1 bicchiere di latte
- Sale q.b.
- 160 grammi di pasta secca lunga (linguine, ad esempio)
- A piacere: prezzemolo trito e scorza di limone grattugiata.
Procedimento; sciogliere il burro in una padella con l'olio e soffriggervi il porro o lo scalogno a fuoco moderato, assieme al peperoncino. Togliere il soffritto, mettere nell'olio tonno e salmone sgocciolati (non troppo) e far cuocere fin quando il composto non si sarà abbastanza asciugato, mescolando per spezzettare i pesci. Sfumare con il vino bianco e, quando sarà evaporato, aggiungere il latte, continuando la cottura fin quando non sarà quasi assorbito del tutto. Cuocere la pasta al dente, ripassare nella padella con il condimento aggiungendo, se sembra necessario, un po'd'acqua di cottura, rifinendo con prezzemolo e limone grattugiato. Servire non appena sarà ben mantecata.
E'un piatto unico che riempie senza appesantire e, in questa versione, si evita l'effetto anti-Dracula che ebbi grazie alla versione originale (che conteneva campi e campi di aglio...).
domenica 7 ottobre 2012
Cucina Furba: Busy Day Chocolate Cake di Martha Stewart, tradotta dall'Arabafelice
Seguire la maestra porta l'Economa a scoprire nuovi mondi culinari, e le persone che le sono accanto ad assaggiare cibi all'apparenza perfettamente normali, ma con l'ingrediente segreto che stupisce tutti (e che, carogna, rivelo solamente dopo l'assaggio).
Ieri, complice una pizzata in programma e la possibilità di ospitare due amici per il dopo cena, l'Economa ha provato la terza opzione (torta con l'aceto).
Quindi, per questa torta, avrete bisogno di:
- Una teglia piccola (la mia era rettangolare, grande più o meno come un foglio A4).
- Una spatola
- Una bilancia
- Un cucchiaio
- Un cucchiaino
- Una tazza
Ingredienti
- 170 grammi di farina
- 170 grammi di zucchero
- 3 cucchiai colmi di cacao amaro
- 1 cucchiaino di bicarbonato
- 1/2 cucchiaino di sale
- 6 cucchiai di olio di semi + quello necessario per ungere la teglia
- 1 cucchiaio di aceto bianco
- 250 ml di acqua
- Zucchero a velo
Procedimento
Preriscaldare il forno a 180 gradi. Cacciare dalla cucina tutti gli esseri umani in giro per casa perché potrebbero prenderti per pazza e farti rinchiudere nel vicino ed accogliente CIM. Ungere la teglia, mettere gli ingredienti secchi e mescolarli per ottenere un sabbione cacaoso omogeneo e senza grumi (il malefico cacao amaro....). Aggiungere i sei cucchiai di olio, l'acqua e mescolare per avere una "pastella" densa ed omogenea (che fin qui si può mangiare anche a cucchiaiate); a questo punto, mettete l'aceto e mescolate molto, molto, molto velocemente (l'impasto inizierà a friggere) per poi ficcare in forno per 35/40 minuti.
Sfornare, far raffreddare e possibilmente mettere in frigo fino al momento di servire con zucchero a velo (non avevo panna montata sottomano, come suggerisce l'Araba per completare la goduria).
Il risultato? Richieste di bis e teglia spolverata in tempo zero.
Nota di costume: si fa presto, non si sporcano che poche cose, gli ingredienti costano pochissimo e sono quasi tutti tra quelli che comunemente abbiamo già in casa. Per di più, la dimensione ridotta della torta la rende ideale per una cena con 4/6 convitati; la torta finisce e tutti sono felici e contenti (la padrona di casa, che sperava nell'avanzo-colazione, un po'di meno).
Quindi, se la Maestra dice che Martha Stewart fa torte buonissime con l'ingrediente "aceto bianco", è perché le ha sperimentate.
Ora ho una richiesta: qualcuno ha già provato questa ricetta con la farina di riso al posto di quella di frumento? Potrebbe diventare gluten free con questo accorgimento, ma vorrei il parere di qualche sperimentatore coraggioso.
venerdì 28 settembre 2012
Riduzione del debito/The IMU game. Schiscetta edition
Ovviamente, tutto un fiorire di "Con l'euro è tutto più caro", "Non ci arrivo a fine mese con la pensione", eccetera eccetera. E lì vedi il genio del giornalista: perché invece di investigare sulle recriminazioni delle zdore (alcune giustificabili, altre meno), il prode artista dell'inchiesta televisiva era solito prendere in mano una zucchina per poi affermare serio "Le zucchine sono arrivate a 4,50 euro al chilo"!
A parte che a febbraio le zucchine potrebbero anche costare parecchiuccio perché un tantinello fuori stagione, ma, francamente, ditemi voi: 'ste zucchine a quattroeuroemezzoalchilo le avete mai viste? Il mio Bulgari della frutta massimo massimo è arrivato a 3,80 (zucchine da fiore coltivate in montagna).
Ovviamente al Radioamatore non piacciono, quindi le acquista per sé; le cucina per almeno due volte, una cena e un pranzo in ufficio. Ha preso la palla al balzo leggendo che gli ammerecani risparmiosi amano portarsi il cibo da casa utilizzando soprattutto avanzi della sera prima, ed in effetti, grazie ad un set di scatole IKEA da ben 17 scatole per 3,99 euro (set Pruta, per la precisione, guardate che carino) e cucinando razioni abbondanti, ha constatato di mangiare meglio e con spesa assai più ragionevole. Signore e signori, aspettatevi di conoscere le ricette dell'Economa schiscetta (che è più elegante del "fagotto" del gitante romano), metodo sicuro per risparmiare soldi, tempo e calorie.
domenica 10 giugno 2012
The IMU game: la dispensa alimentare
- Carta e penna
- Spazio libero sul tavolo
- Detergente per superfici e straccio
- Finestra aperta
- Buona volontà
- Fantasia
- Una connessione internet
- Contenitori, anche di recupero, di varie capienze
La parte noiosa è tutto sommato finita. Ora viene il bello perché quando il gioco si fa duro...
domenica 18 settembre 2011
Sì, ma.... come organizzare un patrimonio?
Caspiterina, mi sono detta, ecco qui sciorinato uno dei dubbi principali di qualsiasi persona che voglia avere almeno un'idea di come proteggere il proprio patrimonio, o parte di esso. D'altra parte, se ci pensiamo bene, nessuno, se non i genitori illuminati e chi segue corsi di studi specifici, in età adolescenziale e giovanile riceve un'istruzione sia sulla gestione delle spese sia sulle basi dell'investimento.
Stranamente, anche il Corriere Economia della scorsa settimana affronta questo argomento: evidentemente, le notizie che arrivano dai tg stanno convincendo tante persone di buon senso ad affrontare in maniera mirata la gestione dei propri soldi, pochi o tanti che siano.
Dopo un'accurata analisi in giro per il web e sui libri che la mia capoccia dura mi ha portato ad analizzare dopo averci sbattuto il naso (e, fidatevi, partire da zero in questo argomento è dura), ho verificato che secondo gli esperti esiste un preciso schema di suddivisione dei nostri liquidi.
Esso è formato da:
1) Un fondo d'emergenza
2) Il grosso degli investimenti
3) Gli investimenti casinò
Del primo abbiamo già parlato più volte, ma oggi inizieremo a dare delle indicazioni ben precise, per poi passare successivamente agli scogli duri del secondo e del terzo.
Il Fondo d'emergenza
Chiamatelo cuscino, chiamatelo coperta di Linus, ma fatelo il prima possibile, soprattutto se avete un mutuo e/o prestiti da restituire. Deve essere il vostro primo pensiero quando ritirate la busta paga, dovete incrementarlo con le varie tecniche del Money for Nothing, insomma, fatelo.
Secondo i bloggers americani, monitorate per almeno sei mesi le vostre spese, e fate un budget di previsione: il fondo di emergenza dovrà essere pari a tre mesi di spese (comprensive di rate e mutuo) aumentando di un mese per ogni figlio.
Decidete quanto togliere dalle vostre entrate per iniziare il fondo, e quando vi arriva lo stipendio, o in un giorno preciso del mese, mettete la somma da parte.
Dovrà essere la vostra prima preoccupazione.
Dove mettere i soldi? Devono essere accessibili, ma non troppo. Io per il fondo ho iniziato così: primi 50 euro in Poccellino, poi libretto postale (fino a 1000 euro), infine conto deposito a zero spese.
Inoltre, siate rigidi sull'utilizzo di questo cuscino, scrivendo dei campi precisi per cui ammettete l'utilizzo: mi vengono in mente salute (per prima), riparazione casa, elettrodomestici, auto, bollette più care del previsto causa aumenti, multe.
Se doveste svuotare per una di queste ragioni il fondo, reintegratelo il prima possibile.
Una volta fatto questo, bhé, siamo ad ottimo punto: la maggior parte delle persone non può affrontare spese impreviste di 500 euro, noi saremmo pronti a rovesci ben peggiori.
Si passerà quindi al grosso degli investimenti: quelli che ci serviranno per la casa, la pensione, i rovesci maggiori, le spese per i figli.
sabato 7 maggio 2011
Critica letteraria economa: Marco Liera, Finanza Personale
Questa volta però il suo capriccio ha portato ad un ottimo risultato. Chiariamo subito il punto: Finanza Personale di Marco Liera è un libro edito da "Finanza e mercati" del Gruppo24Ore, e prevede un minimo di infarinatura di finanza per una lettura agevole.
Detto questo, è uno dei libri più concreti ed utili che si possano affrontare sull'argomento. L'autore cura infatti la rubrica "La posta del risparmiatore" di Plus-Il Sole 24 Ore da più di otto anni, dove si trattano le varie ipotesi di risparmio a seconda dello status del richiedente.
Qual è il nocciolo del libro? In soldoni: l'Italia è andata avanti per tutto il secondo dopoguerra grazie ad un diffuso assistenzialismo statale che ha creato un debito pubblico oramai non più sostenibile. Gli aiuti statali scemeranno sempre di più, ed il risparmiatore dovrà gestire sempre più oculatamente le sue finanze se vorrà mantenere il suo standard di vita agevole a lungo. In sostanza, quello che l'Economa predica da un bel po'; ma come si collega il libro a questo blogghino? In sostanza, il libro affronta il passo successivo all'Economia Personale, cioè la pianificazione finanziaria familiare. Se mettiamo da parte i soldi, grazie a tutte le vaccatine da me consigliate, essi andranno investiti con uno o più scopi.
L'autore focalizza l'attenzione su 10 decisioni base (pensioni, casa eccetera...) con tanto di tabelle sulle spese fisse da affrontare.
Sono rimasta sconcertata sul capitolo relativo all'educazione dei figli, con la somma che si può spendere per un'educazione universitaria (dalla meno alla più costosa).
Il capitolo finale dà anche il consiglio preferito dell'Economa, cioé "Frugalità, Frugalità, Frugalità" (preso dal libro The Millionaire Next Door che ordinerò al più presto, tanto ne ho sentito ben parlare ovunque), ribadendo che negli USA molti milionari usano i buoni sconto al supermercato (ahemm.... allora non sono io ad essere l'unica...).

Insomma, è un libro che vale assolutamente la pena di affrontare, perché fa aprire gli occhi sul nostro futuro.
lunedì 25 aprile 2011
L'Economa ha svuotato il porcellino
Il fatto è quando l'Economa predica una cosa, ha la brutta abitudine di metterla in pratica lei per prima (è una fanatica del dare il buon esempio); quindi zitta zitta, senza dire nulla ai lettori, ha aperto il del money for nothing, ha contato il prezioso contenuto e bella come il sole si è recata alle poste per aprire il suo primo libretto postale!
Ora, andare alle poste ed aprire un libretto con 100 euro avrà suscitato l'ilarità degli sportellisti, ma quello avevo racimolato in un mesetto e quello ho messo al pizzo.
Perché l'ho fatto, dato che il libretto postale ordinario non rende una mazza (scusate il francesismo)? Perché voglio vedere se il fattore psicologico funziona! Il libretto ha tutte le sue belle cifrette scritte in ordine, e si vede, letteralmente, aumentare il gruzzolo.
Ho quindi deciso di versare ogni mese il contenuto di Poccellino nel libretto (ho la fortuna di vivere in un posto dove non esistono le code alle poste!).
Vediamo come andrà Aprile!
sabato 23 aprile 2011
Ho creato un mostro
Quindi un bel ripassino anche delle nostre (Turz, ti offendi se ti linko?)!
sabato 9 aprile 2011
I consigli dell'Economa per il microrisparmio ed il fondo d'emergenza. Seconda parte.
- Conto deposito
- Buoni postali
- Libretti postali
Conto deposito: comodo se avete l'opportunità di bonifici gratuiti per alimentarlo. Possono anche esserci offerte per l'apertura o promozioni legate ad alcune raccolte punti. Se scegliete questo mezzo informatevi prima con il call centre su queste opportunità.
Buoni postali: ce ne sono di vari tipi, legati o meno all'inflazione, virtuali o cartacei. L'investimento minimo è di 50 euro e possono anche essere scelti nella formula a 18 mesi.
Il libretto postale: il favorito dai nonni, il classico! Come effetto psicologico ha un qualcosa in più: le cifre che crescono man mano sulla pagina bianca. E'l'equivalente più concreto delle monetine che riempiono il barattolo.
Quando (e se) la cifra diverrà più consistente, allora si possono proporre anche i pronti contro termine, che di solito sono usufruibili per multipli di 1000 euro.
Tutte queste belle cosine non rendono più del 2% netto, sia chiaro, ma per il loro scopo è grasso che cola...
Sì, ma quanto avere nel fondo? Nessuna cifra è abbastanza piccola! Per l'altro estremo, negli USA propongono 3 mesi di spese, comprensive del mutuo e/o dell'affitto: fate voi, a seconda delle vostre esigenze e delle vostre possibilità.
Qualche mese fa lessi che parecchie famiglie italiane avrebbero difficoltà ad affrontare una spesa imprevista di 500 euro. Possiamo iniziare da qui.
domenica 20 febbraio 2011
Considerazioni sul microrisparmio
Mattia ha commentato
Il problema è che il risparmio non è lineare.
Se fai le cose più seriamente puoi investire su beni duraturi che ti danno una rendita (un box o un monolocale da affittare) lasciandoti il capitale.
Cosa che non puoi fare, in scala, con 120 euri all'anno.
Giustissimo: i piani di microrisparmio però sono differenti da quelli previsti nel nostro budget basato sullo stipendio (vero che ce l'avete anche voi?) e che permettono investimenti più sostanziosi (però sul discorso box non sono tanto d'accordo, qui fino ad un paio di anni fa si affittavano e vendevano come il pane, oggi invece i cartelli "Affittasi box" si sprecano).
Il microrisparmio è un "di più", che serve a costruire un fondo d'emergenza partendo dal nulla e con piccoli versamenti quasi quotidiani.
La Prof ha infatti affermato che:
Mmm... Invece, guarda, a me andrebbe bene anche un risparmio come quello di cui parli. Sarebbe già qualcosa.
(io sono iscritta a due o tre siti di sondaggi, ma, l'ho già detto, prima di riuscire a fare abbastanza punti per ottenre qualcosa, vedo che dovrà passare moltissimo tempo -molto più di un mese- e vedo che devo investirci una marea di tempo!)
Mattia ha ribattuto:
Curiosità, quanto paga all'ora fare sondaggi?
Qui il discorso si fa un po' più complesso; diciamo che con i sondaggi si guadagna poco, diciamo tra i tre ed i sei euro l'ora (dai miei calcoli), ma è un'attività che si può fare tranquillamente la sera, tra una pubblicità e l'altra di un programma televisivo, o in quel lasso di tempo muffo che ogni tanto ci troviamo (i famosi 10 minuti laschi...).
Però fare i sondaggi è solamente una delle attività che possono contribuire a creare il piccolo fondo d'emergenza di cui sopra.
Nel prossimo post parleremo di qualche altro trucchetto per rimpinguare il fondo, e di come risparmiando somme un pochino più congrue il nostro amico interesse composto farà ancora di più il suo dovere.
martedì 15 febbraio 2011
Donna Freedman tre: microrisparmio, facciamo un po'di conti?
| Anno 1 | 120 | 120 | 122,4 |
| Anno 2 | 240 | 242,4 | 247,25 |
| Anno 3 | 360 | 367,25 | 374,56 |
| Anno 4 | 480 | 494,56 | 504,45 |
| Anno 5 | 600 | 624,45 | 636,94 |
| Anno 6 | 720 | 756,94 | 772,08 |
| Anno 7 | 840 | 892,08 | 909,92 |
| Anno 8 | 960 | 1029,92 | 1050,51 |
| Anno 9 | 1080 | 1170,51 | 1193,92 |
| Anno 10 | 1200 | 1313,92 | 1340,2 |
lunedì 31 gennaio 2011
Donna Freedman due: microrisparmio e tattiche
La Friedman prende come esempio di una signora che poteva al massimo risparmiare 10 dollari a settimana: inziando con questo piccolo passo, ed aggiungendo anche ulteriori risparmi (ricavato di buoni sconto e buoni omaggio, vendite su ebay, soldi inaspettati...) è arrivata in dieci anni a costruire un fondo di emergenza pari a sei mesi di spese (bollette, affitto, spesa.... pensateci, è veramente una gran cifra!), ed in più paga qualsiasi cosa in contanti (per gli americani significa semplicemente avere i soldi a disposizione e non fare ulteriori debiti).
Se la signora non avesse iniziato a mettere da parte quelle piccole cifre, non avrebbe mai ottenuto un risultato così significativo; sarebbe rimasta lì, pensando che 10 dollari a settimana sono una cifra poco importante, e non li avrebbe messi nel "barattolo dei risparmi".
Iniziare a risparmiare è quindi semplice, incrementare il microrisparmio anche; qualche consiglio e qualche dritta sono un buon viatico.
Riassumiamo qualche tecnica di cui abbiamo parlato; l'Economa in questi mesi ha creato il famoso porcellino del Money for Nothing con questi "trucchi", e vi devo confessare che in questi giorni sto benedicendo il microporcellino ogni giorno di più (presto vi spiegherò perché).
Giochiamo con i buoni sconto?
Per una serie di motivi (iscrizioni a newsletter, vincite a concorsi, occhio di lince della scrivente) l'Economa ogni tanto si trova con parecchi buoni sconto da utilizzare per prodotti di largo consumo e/o stipabili facilmente (detergenti, detersivi, prodotti per la cura della casa). Come si comporta? Segna su un foglio la marca o le marche scontabili (ne ho un gruppo di Desiderimagazine valido per i prodotti Procter&Gamble, con scadenza 28 febbraio), e quando quei prodotti entrano in offerta speciale, li compera con il buono sconto (un consiglio, uno o massimo due per scontrino, e fate sempre vedere prima il buono alla cassa centrale).
Esempio?
- Dentifricio AZ, prezzo pieno 2,44 euro, in offerta a 1,39 centesimi, con il buono 0,39 centesimi
- Shampoo Herbal Essences, prezzo pieno sui 3,50 euro, in offerta a 2,00 euro, con il buono sconto 1 euro. Eccetera
Sono prodotti che uso normalmente, quindi li metto lì buoni buoni nella dispensa. E conservo gli scontrini per l'iniziativa promozionale Valore Sicuro.
Qui avete due vie: se siete brave mettete da parte l'euro del buono sconto (io consiglio questo), se siete più sognatrici, mettete da parte la differenza tra prezzo pieno e quanto effettivamente pagato.
Altri micro risparmi possono venire dalle cose più disparate.
Sì, raccogliere i centesimi in terra è diventato di moda grazie a Totti, quindi se vi beccano chini ed intenti ad accaparrarvi un ramino, avete la scusa pronta (il cane da centesimi è rimasto a casa).
Tre le altre tecniche consigliate, abbiamo il mettere da parte i rimborsi (mi capitano spesso quelli delle poste per pacchi giunti in ritardo), portarsi una bibita da casa e non prenderla alle macchinette, mettendo quanto risparmiato nel barattolo, leggere la free press, portarsi il pranzo da casa, i siti dei sondaggi, eccetera.
Detto ciò, nel prossimo post parleremo di numeri, quindi penna, inchiostro, calamaio, calcolatrice e tanta buona volontà.
sabato 22 gennaio 2011
Le teorie di Donna Freedman
sabato 16 ottobre 2010
Trucchetti delle aziende produttrici
Chi è della mia età si ricorderà di certo gli LP con la scritta "Come visto in Tv" o "Disco Tv": significava che il disco era stato pubblicizzato in televisione, ma le case discografiche erano solite aumentare di 2.000 lire il prezzo del disco solamente per la presenza della magica frasetta.
Allo stesso modo, se sull'etichetta trovate una delle parole che elencherò sicuramente sul prezzo finale ci sarà un riscontro.
Le parole "classiche" sono:
Nuovo: un prodotto in fase di lancio avrà la sua bella scrittina sopra, con le conseguenze del caso (a parte le offerte speciali).
Ora migliore del TOT%: migliore di cosa? Della concorrenza, della versione precedente? E migliore perché? Prezzo, gusto, colore?
Ipoallergenico: non esiste uno standard che definisca l'allergenità (si dice così?) di un prodotto! Quindi di che cosa potrà mai essere meno allergizzante?
Senza profumazione: in realtà il prodotto non avrà un odore particolare, ma state ben certi che il profumo c'è (classico il profumo "di pulito" dei detergenti).
Tutto naturale: cosa significa naturale? Tutto e niente. Non ci sono standard che definiscano la naturalezza (o la naturalità, che va tanto di moda) di un prodotto.
Biologico: è la classica "buzzword" di cui si riempiono la bocca tutti, ma nessuno sa in realtà cosa significhi.
Non tossico: favoloso. A parte gli incidenti domestici, chi mangerebbe o berrebbe un prodotto non alimentare?
Ve ne vengono in mente altre?
