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sabato 6 dicembre 2014

Ricette furbe: le Economa polpette di tonno (al sugo di pomodoro)

Ogni tanto capita. Sei a casa, devi imbandire (vabbé, avete capito) qualcosa per cena e non sai cosa fare. Tempo per far la spesa: nessuno, quindi cosa c'è in casa? 

Tonno
Majonnaise austriaca ad alto tenore di grasso (GIURO, in Austria ci sono tre tipi di majonnaise a crescente tasso di pericolosità), o Majonnaise normale
Pan grattato
Limone

Per il sugo
 
Passata di pomodoro
Cipolla
Olio
Peperoncino
Sale
Zucchero

Forte dell'esperienza dei Burgers di tonno in scatola dell'Araba Felice (lo sapevate che il suo blog è appena diventato un sito? No? Sapevatelo) ho creato il mio mostro (per due persone) con:

3 scatolette di tonno da 80 grammi (due all'olio ben scolate e una al naturale)

Il resto degli ingredienti va rigorosamente ad occhio.

Fatevi aprire il tonno dal Radioamatore di turno, sgocciolatelo benebenebene ed inseritelo in una ciotola. Sminuzzatelo con un cucchiaio di legno, aggiungete la majonese (era circa un cucchiaio), un po'di succo di limone e mescolate a crema. Aggiungete il pan grattato pian piano e se necessario aggiustate di sale; dovrete avere un composto abbastanza asciutto, ma modellabile. Per l'appunto, modellate quattro polpette della grandezza di un mandarino.

Lasciatele al fresco, ed in una capiente padella preparate un sugo di pomodoro abbastanza liquido. 

Ora avete due opzioni:

Brave persone: rosolare delicatamente le polpette per qualche minuto nell'olio, e far loro terminare la cottura nel sugo.

Economa: cuocere direttamente le polpette nel sugo, girandole un paio di volte con l'aiuto di una paletta.

Son piaciute. Infatti non ho la foto.

domenica 2 marzo 2014

1952


Il Talismano. Edizione 1952. Per motivi affettivi, è uno dei miei possedimenti più preziosi. Qualche tempo fa mia mamma ha adocchiato questa ricetta, raccomandabilissima per famiglie numerose, ed ha deciso che la pasta lievitata utilizzata poteva darle delle grosse soddisfazioni. Dopo la prima prova la pasta raccomadabilissima è diventata un must del paterno ostello, e ieri l'Economa ha deciso di provarla dopo averla assaggiata utilizzata in parecchi modi (il top: pizzelle fritte). 

Quindi ha preso

400 grammi di farina
40 grammi di burro a temperatura ambiente
1 panetto da 25 grammi di lievito
Sale q.b.
Acqua q.b.

Ed ha impastato tutto con foga per una decina di minuti, ottenendo un impasto bello morbido ed ha lasciato lievitare un paio di orette.

Il malloppo al calduccio


Trascorsi i 120 minuti, ho sgonfiato l'impasto e l'ho brevemente rimaneggiato per uniformarlo, poi l'ho suddiviso in otto pezzi che ho steso con l'aiuto di pochissima farina (l'impasto è estremamente maneggevole). Ho riempito il pizzotto ottenuto con pastin cotto e raffreddato e scamorza, chiudendolo a mezzaluna con l'aiuto di un po'd'acqua. 

Natura morta con farina

Ho posto in una teglia ricoperta di cartaforno i panzerotti e li ho spennellati con acqua e olio. Li ho lasciati riposare un'altra ora e li ho messi in forno preriscaldato a 180 gradi per circa venticinque minuti.
Siam pronti alla morte

Una bomba, la pasta è eccezionale e molto versatile, se volete provarla e dare i risultati, ne sarò ben felice!

mercoledì 10 ottobre 2012

Cucina furba: pasta al tonno e salmone

Ogni tanto l'Economa sperimenta in cucina di sua spontanea iniziativa. Trova delle cavie ed esegue. 
Qualche giorno fa, complice una pasta mangiata in un ristorantino di Sesto in Pusteria tempo fa, ha voluto provare la pasta tonno e salmone. Dato il gradimento dei presenti, la posta qui. 


Ingredienti per due persone

  • Una lattina di tonno al naturale da 160 grammi
  • Una lattina di salmone al naturale di pari peso
  • 25 grammi di burro
  • 1 cucchiaio di olio
  • Porro o scalogno
  • Peperoncino
  • Vino bianco
  • 1 bicchiere di latte
  • Sale q.b.
  • 160 grammi di pasta secca lunga (linguine, ad esempio)
  • A piacere: prezzemolo trito e scorza di limone grattugiata.

Procedimento; sciogliere il burro in una padella con l'olio e soffriggervi il porro o lo scalogno a fuoco moderato, assieme al peperoncino. Togliere il soffritto, mettere nell'olio tonno e salmone sgocciolati (non troppo) e far cuocere fin quando il composto non si sarà abbastanza asciugato, mescolando per spezzettare i pesci. Sfumare con il vino bianco e, quando sarà evaporato, aggiungere il latte, continuando la cottura fin quando non sarà quasi assorbito del tutto. Cuocere la pasta al dente, ripassare nella padella con il condimento aggiungendo, se sembra necessario, un po'd'acqua di cottura, rifinendo con prezzemolo e limone grattugiato. Servire non appena sarà ben mantecata.

E'un piatto unico che riempie senza appesantire e, in questa versione, si evita l'effetto anti-Dracula che ebbi grazie alla versione originale (che conteneva campi e campi di aglio...).

giovedì 28 ottobre 2010

Come non sprecare il cibo

Volevo farvi un post fichissimo sulle pensioni, invece vi frego e ve ne faccio uno sullo spreco del cibo. Ho letto qui che gli americani sprecano il 27% del cibo, buttandolo, e che una famiglia media di 4 persone getta nella spazzatura cibo per un valore di 600 dollari. Questo è sbagliato per tre motivi:
  • Produrre cibo impiega risorse; gettare via il cibo significa aver impiegato risorse per un processo produttivo inutile, con tutte le conseguenze sull'inquinamento possibili.
  • Quel cibo lo avevamo comperato, quindi aprite il portafoglio, prendete 450 euro (tutti abbiamo 450 euro nel nostro portafoglio, suvvia), e buttiamoli nell'immondizia. Non volete farlo, vero? Bhé, se sprecate cibo, vi siete comportati proprio così.
  • Quei 450 euro buttati avrebbero potuto aiutare delle persone, e vedremo poi perché.
Allora come evitare questo spreco? L'articolo ci dà alcuni consigli.
Pianificate
Per non sprecare cibo, pianificate i pasti basandovi su quello che avete in casa, comperando solo ciò che manca. Quante volte vi ho consigliato di revisionare frigo e dispensa? Ecco, questa è l'ennesima.
Fate spesa in maniera furba
Stabilito ciò che manca, stilate una lista ed attenetevi strettamente ad essa. No, se la cioccolata non è nella lista, non dovete comperarla di default. Non comperate cose solamente perché sono in offerta, piuttosto studiate il volantino delle offerte mentre pianificate i pasti.

Se comperate "confezioni famiglia", suddividetele in porzioni più piccole e surgelatele.

Usate tutto ciò che avete comperato
  • (Giuro che è nell'articolo) Tostate i semi di zucca con il sale per fare degli snack.
  • Usate il pane vecchio per fare pan grattato, crostoni o panzanella. Fate timballi a base di pane. Surgelate il pane.
  • Se avete vari avanzi di verdure cotte in frigo, fate una frittata mista.
  • Se la frutta è un po'troppo matura, usatela per frullati o frutta cotta (sì, mi piacciono le mele cotte, allora?).
  • Pasta e riso già cotti possono diventare frittate di pasta, o essere ripassati in padella con formaggi vari.
  • Surgelate
Possono essere surgelati
Erbe aromatiche, misto di ortaggi per soffritti, peperoncini.
Avete presente la carota/sedano/cipolla che giace orfana nel frigorifero? Prendete un contenitore per freezer, tagliate l'ortaggio solitario a cubetti e mettetelo in ghiaccio. Ripetete ogni qual volta vi avanzino tali simpatiche verdure solitarie: alla fine potrete ricavarci una mini caponata o la base per una minestra di verdure.
Le date di scadenza
Da consumare preferibilmente entro è diverso da "data di scadenza". Tenetene conto.
Compost
Se avete un giardino, create una compostiera in cui gettare i rifiuti alimentari (ATTENZIONE: il compost va maneggiato con cura).
Donate
Se avete cibo non deperibile che penste di non consumare, donatelo ad una banca del cibo.
Spero che i consigli vi siano utili.

domenica 26 settembre 2010

Esperimento esperimentoso: la (ri)creazione di una ricetta via internet

Come vi ho già detto sono alla ricerca di una ricetta per dei biscotti francesi. Non sono riuscita a trovare molte informazioni, so che è una specialità bretone.

Ho il sito internet del produttore e la pagina sui Crakou au Chocolat.

Vogliamo provare a creare la ricetta? Io ho una mezza idea, però vorrei avere il vostro parere.

Presunti ingredienti

  • 2 albumi
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiai di farina 00
  • 1 cucchiaio di riso soffiato
  • 1 cucchiaio di pepite di cioccolato fondente
  • Essenza di vaniglia

Montare albumi e zucchero fino ad ottenere una meringa soda. Aggiungere la farina setacciata, mescolando dal basso verso l'alto, fino ad avere un composto omogeneo. Infine mettere riso soffiato, cioccolato e vaniglia.

Coprire una teglia con carta forno e spargervi il composto in dischetti grandi come un CD. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per una decina di minuti (devono essere bruniti). Lasciar raffreddare e staccare dalla carta.

Cosa ne dite?
Vorrei i vostri suggerimenti...

venerdì 24 settembre 2010

L'Economa cerca una ricetta: help!

Mi sono stati regalati dei buonissimi biscotti francesi; l'aspetto è quello di grandi cookies (grandi più o meno come un CD). Gli ingredienti sono: albume d'uovo, farina, zucchero, riso soffiato, pepite di cioccolato da cucina francese (buonissimo), sale.

Avete la più pallida idea di come possano essere dosati gli ingredienti e quale possa essere la cottura? Grazie!

sabato 28 agosto 2010

Cucina semplice: la pasta alla Carbonara

Il nostro super Turz commentando questo post ha dato un consiglio veramente buono: imparare a cucinare piatti semplici per evitare di dover comperare semi preparati o piatti pronti.

Dopo l'esperienza della Carbonara sulle Dolomiti, mi sono resa conto che questa ricetta è un jolly per il cuoco non proprio... ehm.... sì, diciamo per il cuoco dilettante che è meglio.

Ho già detto quali siano le precauzioni da usare per le uova crude (in sostanza: comperatele al supermercato in confezioni e usatele il prima possibile, lavandovi le mani prima e dopo averle maneggiate), quindi passiamo alla ricetta della.....

Pasta alla Carbonara

Ingredienti

  • Spaghetti: 80/100 grammi per persona
  • Olio EVO: 2 cucchiai per persona
  • Pancetta (meglio guanciale) a dadini: 40/50 grammi per persona.
  • Uova: 1 ogni due persone, per una persona dispari si consideri il solo tuorlo.
  • Parmigiano o pecorino grattugiati: un cucchiaio a persona.
  • Cipolla: a piacere (con mezza di Tropea ho fatto una dose per 4 persone).
  • Sale q.b.

Facoltativi

  • Pepe
  • Peperoncino
  • Vino bianco secco

Partiamo con i due NO fondamentali: nella Carbonara non ci va la panna da cucina e non va ripassata in padella.

Detto questo partiamo.

Mettete a bollire l'acqua per la pasta (salatela subito, così ci leviamo il pensiero, per i dettagli vedere qui). In un padellino buono, mettere a soffriggere la cipolla e l'eventuale peperoncino nell'olio, e toglierli quando l'una sarà imbiondita e l'altro scurito. A questo punto mettere la pancetta a dadini e far cuocere a fuoco vivace, la pancetta dovrà divenire croccante, se possibile; quando lo sarà, sfumare con l'eventuale vino. Se l'acqua è ad ebollizione, buttare la pasta. In una terrina di terracotta o ceramica o vetro da cucina (non di plastica, insomma) sbattere le uova con il formaggio grattato finemente, e salare un poco. Se la pancetta è cotta, spegnere il fuoco.

Ora viene il difficile.

Non appena la pasta sarà stata scolata "morbida", metterla immediatamente e caldissima nella terrina con le uova e mescolare energicamente per unire ben bene pasta e uova. Aggiungere poi l'olio con la pancetta e mescolare di nuovo. Coprire con un coperchio per un paio di minuti. In questo modo le uova rapprenderanno in maniera ottimale. Prima di servire, se non avete messo il peperoncino, mettete se vi piace del pepe grattugiato al momento.

Ci siete? Bene. Vi ho appena scritto UNA ricetta della Carbonara. Perché, vedete, la Carbonara ha una bella storia, che vi racconterò domani....

lunedì 23 agosto 2010

Soddisfazioni 2

Oggi ho preparato una carbonara per 10 persone. Le suddette sono tutte vive ed in buona salute.

giovedì 19 agosto 2010

Come risparmiare sul cibo

Vi avevo annunciato che con un certo stupore ho trovato tra le chiavi di accesso più frequenti al blog quella "come risparmiare sul cibo". E'un argomento che abbiamo trattato più di qualche volta, e che continua ad essere uno di quelli gettonatissimi; mi preoccupa un po' invece trovarlo così spesso come chiave d'accesso.

I consigli basilari sono quelli che vi ho dato, e ne potrete trovare altri sotto il tag "alimentazione".

Piuttosto, quali sono le vostre richieste e i vostri consigli? Sono prontissima a discuterne.

giovedì 1 aprile 2010

A grande richiesta....


.... la foto del pane fatto in casa dell'Economa e famiglia.

Aspetto critiche feroci.


domenica 7 febbraio 2010

Le chiacchiere dell'Economa

Chiacchiere nel senso di galani, frappe, crostoli o come li volete chiamare. Avvicinandosi il carnevale, a casa dell'Economa si frigge qualche dolce tradizionale.
L'anno scorso, abbiamo provato questa ricetta per le chiacchiere e ve la scrivo, perché più semplice di così...

Ingredienti

Farina
Panna liquida (preferibilmente vera, non vegetale)
Zucchero
Olio per friggere
Zucchero al velo

Attrezzatura

Una ciotola
Un cucchiaio
Un coltello o una rotella tagliapasta
Una casseruola per friggere
Una forchetta o paletta
Vassoi
Mattarello
Carta assorbente

Il bello della ricetta è che non si deve pesare nulla. Mettere nella ciotola la panna, diciamo una confezione da 200 cc, un bel cucchiaio di zucchero ed aggiungere farina finché ne prende mescolando con il cucchiaio. Se usate panna vegetale, di solito è già dolcificata, quindi potete omettere lo zucchero. A quel punto rovesciare sul tavolo e continuare a lavorare con le mani, aggiungendo farina finché la pasta non sarà omogenea, morbida e lavorabilissima.

Stendere con il mattarello, aiutandosi con un velo di farina, e ricavare delle forme a piacere (tagliare con rotellina o coltello o con un bicchiere o con stampini, insomma, come più vi aggrada).
Scaldare bene l'olio per friggere in una casseruola fonda, e friggere pochi pezzi per volta rigirandoli con una forchetta finché non saranno ben scolati. Mettere sui vassoi coperti di carta assorbente per far scolare l'olio, e quando saranno fredde cospargere di zucchero al velo.

Nascondere i vassoi affinché non finiscano subito. Buon appetito!

lunedì 18 gennaio 2010

La torta salata dell'Economa

Orpolà, è da un po'che non posto le mie ricettine-ine-ine e proprio a fagiuolo ne ho sperimentata una qualche giorno fa.
Ci piacciono le torte salate, ma la dieta e degli avanzi di lievito di birra in surgelatore ci hanno fatto passare dalla pasta sfoglia alla pasta da pane. Il risultato è stato notevole, e quindi ecco a voi...

La torta salata furba

Per 3/4 persone

Ingredienti

300 grammi di farina
1/4 di cubetto di lievito
1 cucchiaino di miele o zucchero
1 cucchiaino di sale
Olio EVO (un giro)
Ripieno a vostro gusto

Strumentazione

Una bilancia
Un bicchiere
Un cucchiaino
Un cucchiaio
Coperchio o pellicola
Un forno (eh, sì, serve)
Una ciotola
Una tortiera da 26/28 cm di diametro
La forza di venti braccia (vabbé, due bastano).

Preparazione

Fare il lievitino con 1 etto di farina, mezzo bicchiere d'acqua a temperatura ambiente, il miele. Mescolare ben bene la colletta ottenuta, coprire con un coperchio o con la pellicola e far riposare un'ora. Aggiungere il resto degli ingredienti e mescolare con un cucchiaio; l'acqua deve essere sufficiente ad ottenere un impasto morbido, ma non spatasciato, quindi aggiungetela finché il pappone non avrà l'aspetto di fiocconi farinosi.

A questo punto rovesciate sul tavolo e lavorare per 10-15 minuti fino ad avere un impasto elastico; se servisse, bagnatevi le mani ogni tanto.


Rimettete nella ciotola, ricoprite con coperchio o pellicola e fare lievitare fino al raddoppio (dalle 2 alle 4 ore). A questo punto dividete in due l'impasto e stendete due dischi (dischi è un eufemismo). Infarinate la tortiera, mettete il primo disco, inserite un ripieno a piacere (prosciutto e formaggio, ricotta e salsiccia, formaggio e radicchio...) e ponete il secondo disco.
Chiudete bene ai bordi e spennellate con acqua (o acqua e latte, o acqua e olio), coprite e fate lievitare fino al momento di mettere in forno a 180° per 35-40 minuti (ma dipende dal forno).

E'buona sia calda, sia tiepida, sia fredda, sia riscaldata il giorno dopo...

martedì 29 dicembre 2009

Raggiunto un traguardo post natalizio

Stasera abbiamo mangiato gli ultimi avanzi. Non abbiamo buttato nulla!!! Yahoooooooooooooo!!!!

sabato 19 dicembre 2009

... siamo al dunque....

... Giovedì inizia la tre giorni del colesterolo, volevo dare solo un breve consiglio. Non iper comprate e cucinate: purtroppo gran parte dei cenoni natalizi finisce nella pattumiera il 28. Se avete avanzi, surgelate, mettete in frigo, conservate per quanto possibile, e smaltite come pranzo da ufficio o pasto.
Riunitevi domenica con amici e parenti per finire i cibi ipercalorici. Non comperate troppi dolci, ripeto, poco ma buono per qualsiasi cosa mettiate in tavola.

Tanta frutta, ricordatevene sempre, per evitare disastri con la bilancia.
Ed ora sotto con il libri di cucina, con un occhio all'Abruzzo.

giovedì 19 novembre 2009

Ricette furbe: il Pan di Spagna

Come penso sappiate, l'Economa è un po'pazzarella in cucina. Incapace di provvedere ad un pasto decente (causa combattiva madre che difende la postazione), si è specializzata in alcuni cibi particolari. Il problema è che è pure diventata bravina con degli ossi duri, quali il Pan di Spagna.
Il Pan di Spagna (anche detto Pizza sbattuta) è un impasto montato con le uova, quindi privo di lievito. La sua morbidezza viene creata con una particolare lavorazione, che andremo prontamente a descrivere.

Ingredienti

4 uova
150 zucchero
150 farina
Burro e farina per lo stampo
4 cucchiai di acqua a temperatura ambiente

FINE.

Attrezzatura

1 sbattiuova con gli attributi (eh sì, deve proprio averceli e vedremo perché)
1 bilancia
1 ciotola
1 spatola leccapentole
1 stampo rotondo da 24/26 cm
1 setaccio

Svolgimento

Imburrare ed infarinare lo stampo e mettetelo in attesa. Prendere la ciotola, sgusciarci le uova intere, aggiungere l'acqua e lo zucchero.

Prendere lo sbattiuova, inserirlo nella ciotola, mettere in azione e montare per almeno 10 minuti incorporando aria (dopo 2/3 minuti inclinate le fruste e/o la ciotola).

Ad un certo punto l'impasto scriverà: sollevando un poco di composto, non ricadrà a piombo nella ciotola, ma rimarrà per un certo tempo in superficie. A questo punto, se lo sbattitore non si sarà sucidato prima, spegnetelo ed accendete il forno a 180 gradi Celsius.

Ora inizia la fase delicata: setacciate la farina pian pianino nel composto e mescolatela con estrema delicatezza con una spatola leccapentole, con un movimento continuo dal basso verso l'alto, girando man mano la ciotola. Versatene poca per volta.

Attenzione a non smontare il tutto, altrimenti verrà una ciofeca somma. Non appena tutta la farina sarà stata incorporata, smettere di girare e versare nello stampo (sempre con delicatezza) e metterlo nel forno che sarà arrivato nel frattempo a temperatura; non aprire per nessun motivo prima della mezz'ora. Dopo 30 minuti prova stuzzicadenti (inserendo uno stuzzicadenti NUOVO nel dolce, dovrà uscire asciutto); nel caso necessitasse, date qualche altro minuto di cottura.


Varianti

Sostituire parte della farina con il cacao, mescolare bene le due polveri prima di iniziare l'inserimento nel composto montato.

Un mezzo cucchiaino di succo di limone smorza il sapore delle uova

Si possono mettere vanillina o altri aromi (sapete che io non li amo...)

Può essere servito anche come accompagnamento a salumi (salame dolce del tipo corallina laziale o strolghino parmense)

Buon appetito!

lunedì 5 ottobre 2009

Quanto sono perfida oggi....

... eh già, voglio rovinarvi un po'le cene al ristorante. No no, nulla di pericoloso, vi voglio solamente rivelare un po'di segreti. Per una serie di lunghe ragioni che non vi sto a spiegare, ho accesso ad un grande magazzino all'ingrosso di cibarie, rivolto prevalentemente ai ristoratori. Ha prodotti eccellenti, soprattutto carne e pesce freschissimi e di qualità, una gran scelta di vini (ma io non bevo) e di frutta e verdura.

Quando ho finito i miei doveri di spesa, gironzolo un po'per gli scaffali, scoprendo cose meravigliose, come confezioni di spezie da un chilo e mezzo, sacchi di farina da venticinque e di pasta da dieci.

E i preparati. Tanti preparati. Bellissimi preparati.

Solamente di brodo ce ne saranno dieci tipi (verdure, pesce, carne, carne della feste, halal, kosher...), gelatine, fondi di cottura, salse, guarnizioni, topping...
Fondi di cottura, salse, guarnizioni, topping? 'spettaspettaspetta... Di che stiamo parlando?

Di tutte quelle cose che ci servono al ristorante a prezzi altissimi. Per risparmiare tempo la maggior parte di questi prodotti è liofilizzata ed addizionata con aromi artificiali ed esaltatori di sapidità (quando ho scoperto che esistono le fialette di aroma "panettone" e "brioche" ho pianto. Letteralmente).

  • I fondi (bianco, bruno e di pesce) sono una base per la cottura.
  • Le salse, ça va sans dire, arricchiscono il piatto.
  • Le guarnizioni e i topping sono quel tocco finale che ci fa dire "Oh, ma che bello, e che sapore!!! Che bravo cuoco fantasioso!"

Questo perché? Perché le nostre papille gustative si sono man mano abituate a sapori carichi e forti, non naturali. Quando andiamo al ristorante, scegliamo piatti semplici, e sentiamo se i sapori sono "veri". Come fare? Mangiate cibi cucinati da voi il più possibile, ed il più a lungo possibile. Dopo un po'riacquisterete il vero senso del gusto, quello che vi farà riconoscere la vera mozzarella sulla pizza o gli aromi naturali in una torta (oramai li sento dall'odore quando la torta è in forno, li capto subito).

Ah, ve lo dico subito: il tiramisù fatto in casa è fatto in casa realmente, ma con il preparato. Idem la panna cotta. E li pagherete 5 euro a porzione. Ne vale la pena???

domenica 4 ottobre 2009

La spesa furba: in quale supermercato?

I nostri vari post sulla spesa furba hanno destato un certo interesse, quindi andiamo avanti con l'argomento.

Quando ero piccolina, quindi più o meno si parla della Presa della Bastiglia, la concorrenza non esisteva, soprattutto nel commercio. Andavi dal bottegaio, pagavi un tot (anzi, un TOT) e te ne andavi via con il pacchietto di prosciutto nella sporta.

Oggi no, oggi possiamo scegliere. Ad esempio oggi l'economa ha trascinato quei due poverini che la sopportano in un bel supermercato di marca per spendere un po'di buoni pasto. Eh già, l'economa ha questo punto fisso: prima si spendono i buoni pasto, poi si ragiona. Cosa significa il "poi si ragiona"?


Che spesso a casa mia si fa spesa al discount: si prova un prodotto alla volta e, se piace, si compera di routine. In questo modo abbiamo scoperto prodotti eccellenti e con un rapporto qualità/prezzo da urlo. Purtroppo però i discount raramente accettano i buoni pasto (eh, sì, sono fissata sull'argomento), allora come fare?
Si passa ai prodotti a marchio del supermercato: sono ottimi, spesso prodotti da grandi marche, e permettono di risparmiare parecchio. Se proprio si va sullo spinto, le catene hanno anche una linea "primo prezzo" che ha lo stesso costo dei prodotti del discount.

Se i buoni invece sono proprio tanti... vabbé, vi permetto le grandi marche, ma a patto che facciate tuuuuuuuuuuuutti i concorsi a premio (questa settimana sgrancia, sono un balsamo spray!). E mi raccomando, non fregate... seguite la lista della spesa!

martedì 29 settembre 2009

Il nostro amico compost

9Nei due precedenti post sul metodo dello square foot gardening abbiamo insistito molto sul concetto dell'arricchimento del terreno, tramite concime organico e compost.
Ho quindi deciso di scrivere questo post per mettere un po'di punti fermi sull'argomento compost, che, se ben gestito, è un'eccezionale fonte di nutrimento per il terreno.

Il compost, alla fine del processo aerobico di disgregazione batterica e maturazione, si presenta come un terriccio profumato di bosco, ricco di sostanze nutritive. Ma che cosa è il compost? E'appunto il prodotto di un processo di decomposizione di sostanze biologiche. Si ottiene mettendo a maturare scarti di cucina e scarti di giardino in un ambiente ricco di ossigeno ed umidità. Esistono le apposite compostiere da giardino o si possono costruire in casa: è l'evoluzione della vecchia fossa di decomposizione dei contadini, ma modernizzata quel tanto da evitare la dispersione delle sostanze nutritive nel terreno.

Da buona bastian contraria metto subito una cosa in chiaro: il compost è pericoloso. Può essere veicolo di gravi infezioni polmonari batteriche, quindi maneggiatelo con cura, muniti di mascherina e guanti. Lavate sempre le mani quando avete a che fare con il compost!!!

Ora passiamo agli ingredienti per un buon compost; il primo è un bel posto soleggiato (serve molto sole), poi una compostiera (industriale o costruita), poi gli scarti. Vanno bene:

  • Scarti del giardino (foglie, legno sminuzzato....)
  • Scarti di cucina (pochi scarti animali, di solito)
  • Fondi di tè e caffè
  • Gusci d'uova (importanti per il calcio)
  • Carta non stampata e non patinata
  • Cartone

Ogni tanto il mucchione andrà voltato per l'ossigenazione (basilare) e umidificato (ma non troppo). Il buon compost matura dopo 4/6 mesi, diventando terriccio (il terriccio che comperiamo viene dal compostaggio industriale). Inoltre, alcuni comuni applicano uno sconto sulla TARSU a chi composta parte dei rifiuti (si riducono i rifiuti del 30/40 %).

Allora, guanti, mascherina e compostiera, pronti per la nuova avventura?

sabato 26 settembre 2009

Pranzo da ufficio, le verdure grigliate ripiene.

Mai lasciare i propri genitori da soli in un mercatino di prodotti tipici. Torneranno a casa con qualche strano attrezzo locale per la cucina o per la pulizia della casa.
I miei hanno raccattato una sera una padella antiaderente tipo testo romagnolo, ma più evoluta e consistente di due padelle componibili (sono ad incastro, una può fungere da coperchio per l'altra).
A differenza di tanti altri prodotti da fiera, però, l'infernale attrezzo ha iniziato da subito a dare buona prova, anche perché l'antiaderente è funzionante e l'alluminio di base spesso.
Tra le varie ricette provate (dalla focaccia croccante cotta sul fornello al galbanino alla piastra, che ha messo in bilico la mia dieta), ne condivido una che ha dato ottima prova di conservabilità e trasportabilità, nonché eccellente a temperatura ambiente. Non è indispensabile avere la superpadella, basta munirsi di una padella di buona qualità con una bella antiaderenza.

Verdure alla piastra ripiene.

Pomodori o zucchine
Pangrattato
Aglio
Prezzemolo
Olio EVO
Sale q.b.

Tritare il prezzemolo e l'aglio, impastarli con il pangrattato e l'olio. Lavare bene le verdure, tagliarle a metà e svuotarle dalla parte contenente i semi. Le zucchine possono anche essere tagliate a striscioline per lungo. Riempire con il composto le verdure, metterle in padella e cuocerle coperte finché non diventano morbide e per la cucina si sparge un profumino delizioso. Toglierle dal fuoco e far raffreddare: a temperatura ambiente danno il loro meglio. Buon appetito!

martedì 22 settembre 2009

Square foot gardening 2: istruzioni operative.

Dopo il primo post introduttivo, torniamo a parlare del nostro metodo di orticoltura di stampo ammerecano.

Il metodo originale dell'orticoltura dei quadrati di 30 centimetri è basato su una cornice che deve contenere una precisa quantità di terreno, che è diviso da una griglia in sezioni. Per incoraggiare la varietà di raccolti nel tempo, ogni quadrato viene piantato con una differente qualità di pianta; il numero di piante per quadrato dipende dalla dimensione della pianta stessa.

Una pianta di pomodoro può occupare un intero quadrato, erbe come origano, basilico o menta anche, le fragole possono essere quattro piante per quadrato, i ravanelli e le carote sedici. Le piante più alte dovrebbero essere piantate a nord, per non fare ombra a quelle più basse, ed essere sostenute con canne o reti (zucchine, cetrioli e melanzane ad esempio).

Esempi di distribuzione delle piante

Una per quadrato: broccoli, basilico...

Quattro per quadrato: lattuga

Nove per quadrato: spinaci

Sedici per quadrato: ravanelli, carote, cipolle

Per le piante che crescono molto nel sottosuolo, quali le patate, il terreno va preparato in maniera differente (praticamente un cubo di 30 cm di spigolo).

Grande importanza è infatti data alla preparazione del terreno: dato che l'effettiva coltivazione avviene fuori dal suolo vero e proprio, il contenuto della "scatola" va preparato con cura, e con un'adeguata concimazione.

Si predilige il metodo detto del "double digging" (doppio scavo), che permette sia di "sciogliere" il terreno che di aggiungere concime allo stesso. E'un processo un po'lungo e che necessita olio di gomito, ma i risultati sono ottimi; va fatto da ottobre a dicembre, quando il terreno "riposa", ma non è gelato. Eventuali gelate successive permetteranno al concime di distribuirsi meglio nel terreno.

Procedimento

  1. Si divide il terreno da lavorare in sezioni rettangolari; dalla prima sezione si toglie un primo strato di terra (circa 10/15 centimetri) e si mette da parte.
  2. Si inizia a lavorare il secondo strato di terra della prima sezione finché non è ben sciolto; si aggiunge allo strato il concime, amalgamandolo bene con il forcone al terreno.
  3. Si toglie dalla seconda sezione il primo strato di terra e con questo si copre la prima sezione.
  4. Si continua fino alla fine del terreno da lavorare in questo modo, coprendo l'ultima sezione con il terreno della prima messo da parte.
Lo strato di concime può essere costituito anche da terriccio preparato e ricco in compost. Parleremo del compostaggio nel prossimo post!