mercoledì 11 novembre 2015

...oppure no. Dipende dal Funzionario RAI

Come non potevo non raccogliere un input del genere? IoMe che inizia a parlare di pattume televisivo è per me l'equivalente della possibilità di scofanarmi chili e chili di gelato artigianale di quello buono: un'occasione imperdibile.

L'Economa ha passato la sua intera infanzia davanti alla TV vedendo una buona dose di feccia e Quark. Tanto Quark. Però oggi non parleremo di Quark.

Parleremo di un fatto televisivo avvenuto in un periodo buio, tremendo, della storia d'Italia: rapimento Moro, 16 marzo/9 maggio 1978 (a proposito, qualcuno ricorda il fantastico Blob che seguì gli avvenimenti giorno per giorno partendo da una settimana prima? Mi sembra che fosse stato programmato per il ventennale ed era eccezionale, dividendo la TV in un "prima" e un "dopo").

Gli italiani in quei giorni avevano una bella serie di cavolacci amari a cui pensare, anche alle 18,45 del 4 aprile 1978, anche quelli che si erano sintonizzati sulla nata da poco Rete 2, anche quelli che guardavano Buonasera con..., un contenitore, come si definiva allora, di telefilm e cartoni animati. Quella sera Maria Giovanna Elmi, la Fatina, si vide costretta ad affermare che avrebbero trasmesso "Particolari cartoni animati". Usi all'animazione statunitense ed italiana gli ignari, giovani spettatori che alle 18,45 del 4 aprile 1978 si erano sintonizzati su Rete 2 stavano per vivere la nascita di una nuova era: la trasmissione di Atlas Ufo Robot Goldrake. 


Taaa Daaan! Vi aspettavate Candy Candy, vero?


Partiamo dal nome. Goldrake in realtà non si chiamerebbe Goldrake, ma una roba come UFO Robo Gurendaizā, da cui l'inglese Grendizer. Goldorak era il nome francese, perché dalla Francia importammo il cartone, i nomi dei personaggi ispirati all'astronomia (ed il casino fotonico sul personaggio di Alcor/Koji Kabuto che approfondiremo a breve), ed anche la cantonata sul titolo. Agli acquirenti italiani fu presentato un riassunto dell'opera (in francese atlas) dell'UFO Robot; i Funzionari RAI credettero che fosse quello il nome del cartone animato, Atlas UFO Robot (l'UFO è la navicella del Robot, il disco volante). Goldrake era un sovrappiù.

Comprato il prodotto, bisognava occuparsi delle sigle: fu scelto uno che passava musicalmente di lì per caso (ovviamente sono ironica), Vince Tempera. Assieme ad altri due burloni come Luigi Albertelli (vincitore di Sanremo 1969 con Zingara ed autore in seguito anche della sigla di Dallas) e un altro "musico" di Guccini, Ares Tavolazzi (e si capisce ora perché i giri di basso di tutto il concept album di Goldrake siano ancora oggi fonte di stupore), il povero Tempera dovette improvvisare testi su "Razzi missili" e "Flotta di Vega", perché, come quasi tutti quelli coinvolti nel piano Goldrake, non ci stava capendo un piripicchio data la fretta impostagli e l'originalità del cartone. Dirà poi in un'intervista televisiva di aver fatto più soldi con Goldrake in un anno che in tutto il resto della sua carriera. 

Ma chi c'era in Giappone dietro Goldrake? Un autore trentenne all'epoca della realizzazione del nostro: Go Nagai. Nagai nel 1972 con Mazinga Z introduce il genere Mecha, in cui un robottone viene comandato da un umano. Il risultato in patria è epico (termine non casuale, nei mecha di Nagai troviamo un incrocio di miti che va dai micenei allo scintoismo), un successone che convince la Toei a dare un seguito al cartone: Mazinga, del 1974, evolve i temi mantenendoli nello stesso universo creativo. Quindi il nipote del professor Juzo Kabuto creatore di Mazinga Z, passerà dalla prima alla seconda serie, per arrivare nel 1975 alla terza: Goldrake, appunto. Mentre però in Giappone il povero ragazzo mantiene il suo nome in santa pace, in Italia inizia ad avere delle crisi esistenziali non da poco, dato che in Mazinga Z è Ryo, in Goldrake è Alcor e solamente in Mazinga può usare la sua carta di identità senza essere tacciato di sostituzione di persona. 

Il successo di Goldrake in Italia è comunque a livello di mania assoluta, tanto che in un breve lasso di tempo fummo invasi non solo dalle flotte di Vega,con tanto di interrogazioni parlamentari e richieste di interruzione del pericoloso programma, ma anche da Jeeg Robot d'acciaio, dai due Mazinga e da tutto il resto dell'animazione giapponese. Dati i danni intellettivi permanenti dovuti alla visione di Goldrake riportati dall'Economa e dall'Economafratello, forse non avevano tutti i torti a ritenerli pericolosi.

Note di costume
  • Una delle maggiori accuse mosse ai Mecha fu quella di un massiccio utilizzo dei computer per la loro realizzazione. La Toei fece notare che nel 1975, anno di realizzazione di Goldrake, erano tecnologie troppo costose e sofisticate per loro, non avendo nemmeno un word processor (o un aspirapolvere) a disposizione.

  • Goldrake in Giappone fu un mezzo fiasco, a differenza dei due predecessori; unico successo, il merchandising, anche grazie all'astuto trucco di creare il robot in base ai giocattoli da vendere, con una figura meno slanciata, ma più stabile (le gambe "a colonna dorica", per intenderci). 

  • Per la serie miti televisivi trasmessi per la prima volta in un periodo drammatico: il primo episodio di Doctor Who fu trasmesso dalla BBC sabato 23 novembre 1963. Pochi se ne accorsero. 


 

6 commenti:

  1. Tu sei oltre. Per altro, confesso, ogni volta che qualcuno mi dice 'sono vegano/a' (e di questi tempi capita spesso), non riesco a non pensare 'c'è sui radar la flotta di Vegaaaa'. Quanto sono deficiente lo sapevamo solo io, l'uomo e mia madre. Da adesso pure voi.

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    1. Le insalate di matematica sono vegane secondo te?

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  2. perché Blogger mi ha magnato il commento?
    dicevo che io facevo un po 'confusione tra i vari Goldrake, Jeeg, Ufo robot (forse perché non li amavo particolarmente)... invece distinguevo chiaramente Daitan III e amavo Daltanius.
    La mia vera perversione, però, erano le cose un po' di nicchia, tipo Supercar Gattiger o I Cyborg. Il top assoluto però restano quelle indefinibili contaminazioni robotico-mitologiche tipo Moby Dick 5 e Babil Junior - di Babil junior ero proprio innamorata, eh. sarà stata la sigla rock.

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    1. Babil Junior ce l'ho! Babil Junior lo vedevo anche io!

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  3. Ti ringrazio per avere chiarito uno dei dubbi che tormentavano il mio cuore ormai da decenni, ovvero che c'entrasse la parola "Atlas", che in giapponese non c'è da nessuna parte...
    Goldrake fu un successo grandioso, e la sigla aiutò molto perché passava facilmente per radio, specie nei programmi di dediche alle radio libere - e così Goldrake si insinuò anche nelle vite di chi frequentava pochissimo la televisione e non aveva fratelli minori. Un primo impatto, la sera in cui la famiglia decise di guardare che accidente fosse, ci lasciò piuttosto indifferenti: l'animazione a scatti, i dialoghi strampalati... anche se la trasformazione di Actarus aveva il suo charme e le lame rotanti erano diventate un modo di dire piuttosto consueto che ti permetteva di farti capire da tutti.
    Misteriosamente, appena vidi Jeeg esattamente un anno dopo questi difetti persero ogni importanza e io caddi come un uccello colpito in volo avviando un periodo biennale in cui qualsiasi cosa fosse stata disegnata da un giapponese riusciva a bloccarmi in poltrona. L'arrivo di Gundam completò poi la mia opera dio sottomissione. Non ci furono prigionieri.
    E vediamo se stavolta il commento parte!

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