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L'inizio della bella stagione (speriamo!) porta al desiderio di pic nic, di piatti veloci e freschi, di leggerezza. O di un bel piatto che abbia tutte queste caratteristiche, possa essere trasportato facilmente per un pranzo da ufficio e sia un piatto unico. Cosa di meglio allora di una bella insalata di pasta? La mia preferita è a base di tonno, limone e prezzemolo! Ingredienti Per ogni persona: 80 grammi di pasta o riso 1/2 scatola di tonno al naturale o sott'olio 1/2 limone Prezzemolo, peperoncino, aglio (a seconda dei gusti) Eventuale sale, olio EVO o majonese Mettere a macerare in una insalatiera (che avrete strofinato con l'aglio se vi piace) il tonno a pezzetti, il succo del limone e il peperoncino (potete addirittura prepararlo in anticipo di qualche ora e mettere il composto in frigorifero). Cuocere la pasta (o il riso)al dente, scolarla(o), freddarla con acqua corrente e metterla nel composto di tonno. Aggiustare di sale, aggiungere il prezzemolo tritato (se piace) e un filo di olio EVO. Se non siamo a dieta, si può sostituire con un cucchiaio di majonese. Mettere il frigo fino al momento di inscatolare per il viaggio verso il lavoro. Un frutto, e il pranzo è servito. Ah! Attenti al peperoncino!
Ps se si usa la majonese, abbiate cura di non interrompere mai la catena del freddo.
Pps ingredienti alternativi: formaggio fresco a cubetti, mozzarella ben scolata a dadini, formaggio spalmabile al posto dell'olio, pezzetti di wurstel in aggiunta al tonno...
Abbiamo parlato dell'indirizzo, poi dei criteri generali, poi della struttura della lettera.
Ora arriviamo al contenuto, con anche la parte di galateo, poi passeremo a fax ed e mail.
Vi ricordate le tre parti fondamentali della lettera? Dobbiamo riprenderle in mano, partendo dai criteri generali.
Della data abbiamo già detto, se scriviamo "a bandiera" può andare benissimo in alto a sinistra del foglio (NB intendo sia quello di carta che quello elettronico). Usiamo il meno possibile le abbreviazioni, quindi scriviamo il luogo la data per esteso.
Costruendoci la carta intestata, abbiamo risolto il problema dell'intestazione del mittente (in cima al foglio, secondo i vostri gusti al centro o a sinistra), quella del destinatario va sotto la data, preceduta da "alla cordiale attenzione di" e "per conoscenza" a seconda del destinatario. Non sovrabbondate con i titoli, con le regole già dette.
Per evidenziare l'oggetto, scrivetela parola "oggetto" in maiuscolo (è l'unica parte della lettera in cui si può usare) o in neretto.
Per la prima parte della lettera, iniziamo a fare dei distinguo. A chi stiamo scrivendo? Possiamo scrivere a un conoscente, a un superiore, a una persona con cui siamo in affari o una ditta, a una pubblica amministrazione o azienda di servizi. Se scriviamo ad un conoscente, inizieremo con il classico "Caro/a, Carissimo/a", seguito dal nome proprio. Se scriviamo per affari, avremo una "Spettabile ditta" o un "Gentile avvocato", la Pubblica amministrazione o l'azienda di servizi saranno "Gentili responsabili", o "Gentile dottor Paperino".
Non iniziamo a sovrabbondare con le maiuscole, soprattutto in mezzo alle parole; sta cadendo fortunatamente in disuso il "vorrei informarLa" ed aiutiamo la scomparsa della maiuscola fantozziana. Gli inglesi hanno una curiosa abitudine, il "topping and tailing": il "Caro amico" e i saluti sono scritti a mano. In Italia riserviamo questo privilegio alla firma, ma possiamo importare questa simpatica usanza. Dopo i convenevoli, introduciamo l'argomento: se scriviamo una risposta, indichiamo i riferimenti della lettera precedente, o rammentiamola se stiamo rivolgendoci ad amici. Se stiamo richiedendo un bene o un servizio, esponiamo i nostri desideri. Questa parte è il ponte che ci porta alla questione centrale, il cuore della lettera. Chiari, brevi, esaurienti. Rispettiamo i criteri giornalisitci delle 5 "W": Who (chi), Where (dove), When (quando), Why (perché) e soprattuto WHAT (cosa). Nella nostra esposizione dobbiamo rispondere alle cinque domande ed avremo un discorso completo. Rispettiamo sempre la struttura "soggetto"+"predicato"+"complemento" ed evitiamo subordinate e cambi di soggetto all'interno della stessa frase.
Anche se siamo gerarchicamente in subordine al destinatario, manteniamo sempre un signorile riserbo e una ferma dignità: insomma, mai "pregare umilmente", semmai "chiedere cortesemente". Esposto il motivo dello scrivere, passiamo alla chiusura, composta da un'altra frase-ponte in cui si auspica l'accoglimento della richiesta, si esprime la gratitudine per la risoluzione di una questione o si spera di rimanere in contatto, e dai saluti. Non esiste miglior saluto di quello "cordiale" (che viene dal cuore), che può essere porto (meglio), espresso (meno bello) o mandato, se siamo in confidenza.
Ora arriva il clou: la firma! Nome e cognome, sempre a mano. Se scriviamo per motivi di lavoro, sotto la firma possiamo apporre il nostro timbro, o la nostra qualifica, sempre evitando abbreviazioni o maiuscole malefiche. Ripeto, sotto la firma. Non sovrapposto (Beppe Severgnini nota giustamente che è un vizio italiano). In questa aggiunta possiamo eventualmente qualificarci per titolo di studio, qualora si trattasse di corrispondenza lavorativa e scriviamo per motivi per cui il destinatario possa essere interessato alla nostra qualifica.
E la spaziatura? In generale, vanno spaziati i paragrafi, quindi tra intestazione e cuore della lettera, lo spazio ci va, come va messo tra cuore della lettera e coda e tra coda e saluti. Nel cuore della lettera, se molto lungo, si mette una spaziatura quando si cambia argomento.
Che ne dite può andare? Fatemi sapere!
Una vecchia pubblicità diceva: "Sìssìssì... sembra facile fare una frittata". Io rielaboro "Sìssìssì.. sembra facile cuocere la pasta...".
O meglio, tutti sappiamo cuocere la pasta, più difficile è cuocerla bene, secondo le regole auree. Pari pari pari dal sacro testo di Ada Boni:
Cottura della pasta, regole di base
- Per ogni 100 grammi di pasta calcolate 500 grammi di acqua; con poca acqua la pasta rimarrebbe collosa.
- La pentola deve essere ampia e bombata, per girare bene la pasta.
- Per ogni litro d'acqua si calcolino 10 grammi di sale (equivalenti ad un cucchiaio)
- L'acqua va salata prima di metterla sul fuoco, in modo tale da evitare di scordarsi di salare.
- La pasta va buttata quando l'ebollizione è tumultuosa.
- Girare bene la pasta non appena la si è buttata in acqua.
- Il tempo di cottura va calcolato dalla ripresa dell'ebollizione.
- Tenete gli ingredienti per condire già pronti quando la scolate, in modo tale da non perdere tempo rischiando di scuocere la pasta.
Buon appetito!
PS trattandosi del post sulla cottura vi evito la querelle "Quando si mette il formaggio?".
La seconda parte del nostro post sulla lettera inzia ad essere più specifica: curata l'estetica, andiamo a vedere il contenuto. Per prima cosa, stabiliamo cos'è una lettera: uno scambio di un messaggio tra un emittente e un ricevente. Affinché l'informazione sia intellegibile e venga recepita correttamente, bisogna usare un codice comune a tutti e due i soggetti. Tradotto in italiano corrente: voi dovete dire qualcosa ad un'altra persona. Per farvi capire, siate chiari e concisi. Prima di iniziare a scrivere, prendete nota dei punti chiave del vostro messaggio, per evitare di "perdere l'idea". Un buon testo, in generale, deve avere un'introduzione (o cappello), uno svolgimento e una chiusura. Nel nostro caso, l'introduzione sarà composta da: - Luogo e data
- Intestazione del destinatario e del mittente
- Oggetto
- Prima parte della lettera
Il "cuore della lettera" esporrà invece il nocciolo della questione e la conclusione sarà formata da chiusura della lettera e saluti. Pronti? Bene, andiamo a svolgere il nostro temino!Luogo e data; sembra facile... sappiate che è una delle parti della lettera che più attirano l'attenzione. Vi ricordate quando eravamo in prima elementare e datavamo i fogli del nostro quaderno? Esempio: Roma, 27 gennaio 1904 (eh sì, la mia età si vede tutta...). Se usate forme abbreviate (Roma, 25/01/1904 o Roma 27.01.1904) abbiate cura di usare lo stesso tipo di abbreviazioni per tutta la lettera (ad esempio, se nel testo appare un'altra data). Vi consiglio comunque di mettere la data per esteso, è molto più gradevole. Ora vi chiederete: ma dove va messa la data? E che credete di cavarvela con solo due post? Poveri illusi, ce ne sarà un terzo di puro sadismo postale. Intestazione del destinatario e del mittente: PRIMA IL NOME E POI IL COGNOME, PRIMA IL NOME E POI IL COGNOME, sempre! Oooops, scusate, il mio attimo da Hannibal Lecter dell'italiano ha preso il sopravvento. Non c'è nulla di peggio di "Fantozzi ragionier Ugo" in un'intestazione (e figuriamoci in una firma). Non esagerate con i titoli, usateli se sono strettamente collegati al motivo della lettera (se scrivete ad un avvocato per questioni inerenti alla sua professione, possiamo tranquillamente intestare la lettera all'avvocato Azzeccagarbugli, se gli scriviamo in quanto affittuari di un suo appartamento, non è necessario). Aggiungiamo indirizzo, cap e città, ed ecco bell'e fatta l'intestazione. Oggetto: non è indispensabile, ma è utile per chi riceve per inquadrare subito l'argomento del testo. Come scriverlo? Bhé, come ho fatto io con questo paragrafo penso vada bene! Prima parte della lettera: ci mette in contatto con il ricevente e introduce in maniera un po'più articolata rispetto all'"Oggetto" la tematica. Diciamo che è un po' il riassunto del libro che troviamo in quarta di copertina, mentre l'oggetto è il titolo. Capite bene che, data la diffusa abitudine di giudicare un libro da questi due elementi, possiamo affermarne l'importanza. Sulle forme di esordio vi rimando al post sui contenuti, vi dico però che la prima parte della lettera non dovrebbe superare le 2/3 righe e deve essere separata dal corpo della lettera da uno spazio.
Il cuore della lettera: espone con brevità, ma in maniera esauriente, il nostro messaggio. Siate chiari, ma concisi, non annoiate il lettore.
La chiusura della lettera: ha lo scopo di cessare la comunicazione, lasciando però aperta la possibilità di un ulteriore contatto. Ha le stesse regole della prima parte (non più di 2/3 righe). Contiene due elementi di base: i saluti e la firma, su cui spiegheremo parecchie cosette. Bene, questa è l'infarinatura. Il prossimo post sarà mooooolto più interessante. Andremo alle raffinatezze, suddivise ancora secondo questo schema.
Finalmente, siamo arrivati al super post dei miei desideri. Fondamenti di investimento per micro risparmatori. Ho sempre parlato del barattolo dei risparmi, e è arrivato il momento di svuotarlo!
Ovviamente, lungi da me andare sul difficile, anche perché al giorno d'oggi non è aria, ma posso darvi qualche dritta dopo l'esperienza con i miei microrisparmi. Per quanto una cifra possa sembrare piccola, e l'inflazione bassa renda gli investimenti "sicuri" quasi a tasso zero, perché immobilizzare un capitale che, comunque, ci può rendere qualcosa?
Partiamo da due settori fondamentali: conti deposito (di solito on line) e risparmio postale. Li ho scelti perché possiamo gestirceli da soli, sono facili da seguire e prevedono l'investimento anche di somme minime.
Ovviamente, hanno dei pro e dei contro, che tenteremo di analizzare assieme. Partiamo dal presupposto che, in questo mese e mezzo (oh mamma, il blog ha già novanta giorni) il vostro barattolo dei risparmi abbia fruttato quanto il mio (circa ottanta euro, potevo fare di più, mi hanno fregato i primi gelati...). Io sono comunque dell'idea che nessuna cifra è tanto piccola da non essere investita: il mio standard è cinquanta euro. Ogni volta che ho 50 euro in contanti li investo in qualche modo, principalmente nei modi che vi descriverò.
Conti deposito on line
Per aprire un conto deposito on line di solito bisogna avere un conto d'appoggio, cioè un normale conto corrente. Al mio ho abilitato le funzioni internet con un preciso scopo: la possibilità di effettuare bonifici via internet gratuiti. In questo modo, possiamo giocare un po'con i nostri risparmi, sfruttando il meglio delle offerte del momento. Non farò pubblicità ad un conto o ad un altro, ma vi dirò chiaramente i pro e i contro di quelli che ho aperto io. Ad esempio una nota banca ora offre buoni acquisto o buoni benzina all'attivazione di un conto: i nostri 80 euro potranno allora diventare 130 senza muovere dito, e se un amico o un parente apre un altro conto collegandolo al nostro, addirittura 180. Se invece abbiamo somme che iniziano ad essere un po'più consistenti allora dobbiamo studiare bene i tassi di interesse. Cosa serve per aprire un conto on line? - Un conto d'appoggio "fisico"
- Fotocopia della carta di identità
- Modulo di apertura (quello che si richiede per telefono o via internet)
- Un indirizzo e mail
- Un accesso internet per controllare come vanno le cose
E soprattutto, un po'di buona volontà per far girare i soldi nel caso trovassimo offerte migliori! Per esempio, alcuni conti fanno pagare l'imposta di bollo ed altri no, altri fanno promozioni per qualche mese a tassi più alti, o se si blocca la somma per più mesi. A noi la scelta. I contro? Sono del tutto dematerializzati e bisogna avere una certa pratica con internet, posta elettronica e company.
Da chi è garantito questo tipo di investimento? Generalmente da una banca "fisica" o da un gruppo di investimenti.
Risparmio postale
Il classico! I rendimenti non sono altissimi, ma hanno spese certe e molto basse se non nulle. Iniziamo dal caro e vecchio Libretto postale (sempre gradito dai nostri nonni). Non ci sono spese di apertura e chiusura conto, non c'è l'imposta di bollo, il regime fiscale è al 27%, ma gli interessi sono proprio bassini (dal sito delle poste: 1,35% normale, 1,85% oro, lordo). Per cifre piccole piccole abbiamo anche il buoni postali ordinari, ventennali o a 18 mesi. Per aprile 2009, i rendimenti dei primi sono al 3,90% lordo (2,41 netto), a scadenza (cioè dopo 20 anni), per i secondi rispettivamente 1,60% e 1,28. Per aprire un prodotto di risparmio postale, servono - Carta di identità
- Codice fiscale
- Modulistica fornita dalle Poste
Il pro maggiore di questi prodotti è la diffusione degli uffici postali e la facilità di apertura, il contro è che i tassi sono veramenti bassi. Non vi ho parlato di altri investimenti postali perché ce ne sono di legati all'alea (all'inflazione, alla borsa...), quindi per noi piccole formichine non ancora adatti.
Chi garantisce per questo tipo di investimento? Lo Stato, che gestisce il risparmio postale tramite la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.
Come al solito, aspetto consigli e punti di vista da parte vostra! Pronti a rompere il barattolo dei risparmi?
Confesso apertamente il mio debole. Adoro fare la spesa. Girerei per negozi di alimentari per tutto il giorno, anche se non devo comperare nulla. La mia perversione totale sono i negozi di alimentari storici o quelli vecchio stampo; ricordo con commozione Bologna e Parma, sotto questo aspetto il non plus ultra. Fui fulminata dalla food hall di Harrod's nel 1987, in Italia non esistevano ancora esposizioni di questo tipo, ed ho continuato a cercare l'eccellenza visiva e gustativa.Esposto il mio delirio, passiamo alle cose serie: comperare cibo e consumabili spreme gran parte del nostro tempo libero (e del nostro stipendio). I bloggers americani hanno studiato una serie di tattiche al limite della paranoia per ridurre i costi della spesa. Calma e gesso, vediamo di trovare una via italiana al risparmio.Come ho già detto per gli articoli da toilette, la prima fase è di esplorazione: analizzate il contenuto di ogni posto di casa vostra in cui c'è, o ci potrebbe essere, cibo. Smaltite le scorte. Inventatevi ricette che vi permettano di eliminare il salmone affumicato comperato per Natale e surgelato (ce lo abbiamo tutti, confessate), la confezione di besciamella pronta prossima alla scadenza, il tonno o la carne in scatola che "sono in offerta, compriamone 8!" (aggiungerò delle ricette con questi ingredienti), i crakers che ci guardano con cattiveria dallo stipetto del pane. L'opzione "pranzo da ufficio" è opportuna.
Tentate un record: quanti giorni riuscite a sopravvivere con le scorte senza fare la spesa se non per pane, latte (se non avete la scorta anche di quello UHT!) e frutta e verdura. Mettete i vostri rimasugli alimentari in bella vista e combinateli per studiare dei menù. Vi stupirete di quanto potrete andare avanti! Idem per detersivi e articoli da toilette.
FATTO? Bene. Ora pentitevi delle spese sbagliate (il burro al tartufo, ad esempio, sempre per le tartine di Natale: o mescolate burro vero e tartufo vero, o non vale! Il deodorante per ambienti all'orchidea di Timbuctù vi perseguiterà per un paio di mesetti, sappiatelo). Giurate a voce alta di non ripetere gli errori fatti (la penitenza la avete già avuta, dover ingurgitare quintali di cibo di cui non sospettavate nemmeno l'esistenza). Ora fate un bel respiro e riorganizzate la vostra vita e la vostra dispensa.Al prossimo post!
Quando ho scritto la prima burofollia, non pensavo che fosse un argomento così interessante per le persone che la hanno letta. Ho quindi deciso di andare avanti sull'argomento "corrispondenza" passando dall'esterno della busta a quello che la busta (anche elettronica!) contiene: una lettera, ovvio! Al giorno d'oggi si pensa alla corrispondenza come un retaggio di tempi andati: sbagliato! Una buona lettera, un buon fax o una buona e mail possono far sì che la nostra richiesta, la nostra protesta o il nostro curriculum vengano presi in considerazione benevolmente. Un buon testo ha due caratteristiche: un'estetica gradevole ed un contenuto chiaro, che si possono ottenere sia seguendo le consuete convenzioni, sia adattandole secondo il nostro gusto.Una regola non scritta, ma che di solito funziona, è di non essere troppo prolissi: mai superare una pagina.Partiamo dal classico dei classici, la lettera, per andare a fax ed e mail.Una lettera leggibile: regole praticheQuando scrivo lettera leggibile intendo proprio leggibile nel senso letterale della parola (ommamma, questa frase o può essere intesa come un leggiadro chiasmo o come un'accozzaglia di ripetizioni. Fate voi). Se scrivete a mano, siate chiari a tutti, non solo a voi stessi. Litigo con tutta la parentaglia quando mi presentano una lista della spesa illegibile, figuratevi quando devo sforzarmi ad interpretare documenti lavorativi in lineare A cretese. Idem per voi. O siete dei calligrafi, o scrivete a macchina o al computer. Se scrivete al computer, PIETA', evitate il Comic sans MS che è il font più abusato degli anni tra il 2000 e il 2003! Idem per il Times News Roman, fa troppo veteroburocrate. Usate caratteri "senza grazie", come l'Arial o il Verdana (sono semplicemente i più leggibili, rispettivamente su foglio o su pc). Evitate come la peste il Matisse, a meno che non sia una lettera di ammissione ad un corso per ottici. Corpo del font, 12 (più piccolo non si legge, più grande è riservato, come vedremo, ai fax). Fate vedere di "saperci fare" con i programmi di videoscrittura: intestate la vostra carta carattere 8 o 10, fa una bella impressione saper usare le opzioni di questo tipo.
L'allineamento: fino ad una decina di anni fa, il giustificato era quasi d'obbligo, in realtà rende la lettura più difficoltosa a causa degli spazi irregolari tra parola e parola. Consiglio l'allineamento a bandiera a sinistra, si legge meglio ed è meno "quadrato" sul foglio.
Curate l'estetica (parliamo di lettere): studiate gli spazi (interlinea e tra paragrafi), in modo tale che il foglio sia pieno, ma non ricolmo, e ci sia uno stacco tra i vari elementi (il soggetto del prossimo post). Se spedite più copie di un testo, curate che siano tutte di ottima qualità (non fotocopie di fotocopie, ODIO i moduli e le lettere fotocopia di fotocopia, sanno di sciatto).
Abbiamo curato la cornice! Pronti per il quadro?