sabato 25 aprile 2009

Investiamoooooooooooo!!!!

Finalmente, siamo arrivati al super post dei miei desideri. Fondamenti di investimento per micro risparmatori. Ho sempre parlato del barattolo dei risparmi, e è arrivato il momento di svuotarlo!

Ovviamente, lungi da me andare sul difficile, anche perché al giorno d'oggi non è aria, ma posso darvi qualche dritta dopo l'esperienza con i miei microrisparmi. Per quanto una cifra possa sembrare piccola, e l'inflazione bassa renda gli investimenti "sicuri" quasi a tasso zero, perché immobilizzare un capitale che, comunque, ci può rendere qualcosa?


Partiamo da due settori fondamentali: conti deposito (di solito on line) e risparmio postale. Li ho scelti perché possiamo gestirceli da soli, sono facili da seguire e prevedono l'investimento anche di somme minime.

Ovviamente, hanno dei pro e dei contro, che tenteremo di analizzare assieme.
Partiamo dal presupposto che, in questo mese e mezzo (oh mamma, il blog ha già novanta giorni) il vostro barattolo dei risparmi abbia fruttato quanto il mio (circa ottanta euro, potevo fare di più, mi hanno fregato i primi gelati...). Io sono comunque dell'idea che nessuna cifra è tanto piccola da non essere investita: il mio standard è cinquanta euro. Ogni volta che ho 50 euro in contanti li investo in qualche modo, principalmente nei modi che vi descriverò.


Conti deposito on line


Per aprire un
conto deposito on line di solito bisogna avere un conto d'appoggio, cioè un normale conto corrente. Al mio ho abilitato le funzioni internet con un preciso scopo: la possibilità di effettuare bonifici via internet gratuiti. In questo modo, possiamo giocare un po'con i nostri risparmi, sfruttando il meglio delle offerte del momento. Non farò pubblicità ad un conto o ad un altro, ma vi dirò chiaramente i pro e i contro di quelli che ho aperto io. Ad esempio una nota banca ora offre buoni acquisto o buoni benzina all'attivazione di un conto: i nostri 80 euro potranno allora diventare 130 senza muovere dito, e se un amico o un parente apre un altro conto collegandolo al nostro, addirittura 180. Se invece abbiamo somme che iniziano ad essere un po'più consistenti allora dobbiamo studiare bene i tassi di interesse. Cosa serve per aprire un conto on line?
  • Un conto d'appoggio "fisico"
  • Fotocopia della carta di identità
  • Modulo di apertura (quello che si richiede per telefono o via internet)
  • Un indirizzo e mail
  • Un accesso internet per controllare come vanno le cose
E soprattutto, un po'di buona volontà per far girare i soldi nel caso trovassimo offerte migliori! Per esempio, alcuni conti fanno pagare l'imposta di bollo ed altri no, altri fanno promozioni per qualche mese a tassi più alti, o se si blocca la somma per più mesi. A noi la scelta. I contro? Sono del tutto dematerializzati e bisogna avere una certa pratica con internet, posta elettronica e company.
Da chi è garantito questo tipo di investimento? Generalmente da una banca "fisica" o da un gruppo di investimenti.

Risparmio postale

Il classico! I rendimenti non sono altissimi, ma hanno spese certe e molto basse se non nulle.
Iniziamo dal caro e vecchio Libretto postale (sempre gradito dai nostri nonni). Non ci sono spese di apertura e chiusura conto, non c'è l'imposta di bollo, il regime fiscale è al 27%, ma gli interessi sono proprio bassini (dal sito delle poste: 1,35% normale, 1,85% oro, lordo). Per cifre piccole piccole abbiamo anche il buoni postali ordinari, ventennali o a 18 mesi. Per aprile 2009, i rendimenti dei primi sono al 3,90% lordo (2,41 netto), a scadenza (cioè dopo 20 anni), per i secondi rispettivamente 1,60% e 1,28. Per aprire un prodotto di risparmio postale, servono
  • Carta di identità
  • Codice fiscale
  • Modulistica fornita dalle Poste
Il pro maggiore di questi prodotti è la diffusione degli uffici postali e la facilità di apertura, il contro è che i tassi sono veramenti bassi. Non vi ho parlato di altri investimenti postali perché ce ne sono di legati all'alea (all'inflazione, alla borsa...), quindi per noi piccole formichine non ancora adatti.
Chi garantisce per questo tipo di investimento? Lo Stato, che gestisce il risparmio postale tramite la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.

Come al solito, aspetto consigli e punti di vista da parte vostra! Pronti a rompere il barattolo dei risparmi?

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