lunedì 9 novembre 2009

Idee furbe per i regali di Natale: i cestini a tema

Da qualche anno i cesti di Natale, una volta strenna aziendale, hanno avuto una nuova vita: cesti da gourmet, con specialità internazionali e nazionali appaiono nei cataloghi dei grandi magazzini sin da ottobre (giuro, li ho visti). Sono però cesti molto costosi ed "impersonali", adatti più a gratificare un professionista che un amico o parente.

Rielaborazione furba del cesto natalizio? Ovvio, il cestino natalizio a tema!
Ogni persona ha una predilezione per un qualche argomento ( cinema, giardinaggio, teatro...) o per qualche cibo (thé, cioccolata, torte...). Allora perché non gratificare i nostri amici con qualcosa di piccolo, consumabile e gradito?

Per l'appassionato di giardinaggio e orticultura: una vaschetta, un sacchetto di terra, semi e un set da giardinaggio.

Per chi ama la cioccolata calda: due tazzone, due litri di latte UHT, una confezione di zollette di zucchero e due confezioni di preparato per cioccolata.

Amano i dolci al cucchiaio? Uno stampo, varie confezioni di budino o mousse, una frusta da cucina ed un cucchiaio di legno, latte UHT.

Il cinema è la passione? Un DVD, una confezione di bibita gassata, una di pop corn e una di patatine.

Alle cinque è d'obbligo il thé? Tazze, zucchero speciale (bastoncini di zucchero di canna, ad esempio) e un paio di confezioni di buon thé.

Piace pasticciare in cucina: stampo per torta, farina, stecche di vaniglia, zucchero, cioccolato da pasticceria, lievito per dolci. Versione salata: teglia, farina Manitoba, lievito per torte salate, sale di Cervia e spezie varie.

Non c'è limite alla fantasia, se siete bravi potete fare anche cestini con marmellata fatta in casa di vari gusti, per la gioia di amici golosi e co.
Si accettano suggerimenti per altre combinazioni!

domenica 8 novembre 2009

Manca poco a Natale: regali furbi

Non pensavate mica che i post sui regali di Natale iniziassero il primo dicembre, vero? Illusi!

L'Economa ama svisceratamente il Natale, le renne, il presepe, il ciccione lappone e i regali. Ama soprattutto fare i regali, che considera un modo gentile con cui ringraziare le persone e con cui rafforzare i legami.

Quindi, come al solito, analisi, programmazione ed esecuzione dei regali di Natale furbi.

Iniziamo dall'analisi: a chi fare i regali?

Ovviamente ai parenti stretti (genitori, fratelli, nonni, figli), ai parenti a cui si è più legati (zii, cugini, cuginetti), agli amici, alle persone che in qualche modo si sono prese cura di noi (medici, parrucchiera, barista), ai colleghi, ad alcuni conoscenti. Ovviamente i regali non saranno tutti dello stesso tipo e dello stesso valore, per questo è importante riflettere bene sulle persone a cui andranno. Io inizio a fare i regali di Natale a maggio, avendo bene in testa i gusti delle persone e la cifra che voglio spendere.

Iniziamo proprio con questo, scrivete una lista delle persone a cui volete fare i regali e la cifra da spendere (indicativamente), ed aggiungete 5 o 6 regali Jolly per quei conoscenti che a vostra insaputa vi faranno un "pensierino" e ai quali sarà obbligatorio contraccambiare.
Fatto questo, inizia il divertente: cercare idee originali, non necessariamente economiche e che siano gradite. Pubblicherò qualche mia ideuzza, sperando che sia di vostro gradimento.

sabato 7 novembre 2009

Biscotti per la prima colazione

... o per il thé, o per quando volete.

Ingredienti:

250 grammi farina
100 grammi acqua (potrebbe servirne un po'meno)
40 grammi burro morbido
40 grammi zucchero al velo (aumentabile)
1/2 cucchiaino miele
1/2 cucchiaino sale (io ho messo il dolce di Cervia)
1 cucchiaino ammoniaca per dolci (sì, puzza di ammoniaca quando si apre la bustina e in cottura, ma i biscotti vengono una delizia friabile).

Procedimento: Preriscaldare il forno a 180 gradi celsius per 15 minuti. Nel frattempo fare la fontana con la farina (se siete bravi, setacciate assieme farina, zucchero e ammoniaca e fare la fontana). Al centro mettere il burro, il miele e l'acqua (se siete meno bravi, anche zucchero e ammoniaca). Aggiungete piano l'acqua, poiché la farina potrebbe chiederne di meno. Impastare il tutto (si fa velocemente), e stendere a 2-3 mm di spessore. Tagliare a piacere (io ho usato sia formine che rotella, vengono bene in tutti e due i modi, la pasta è lavorabilissima) e mettere su una placca coperta di carta forno. Quando il forno è caldo, infornare per 12/15 minuti girando la placca a metà cottura. Non preoccupatevi dell'odore di ammoniaca, non si sentirà a cottura avvenuta. Sfornare e far raffreddare, avendo cura di non farvi fregare i biscotti dai parenti/amici/conoscenti presenti.

NDE (Nota dell'Economa): sì, confesso, per scaramanzia contro l'influenza suina li ho fatti a forma di maialino, ma è meglio optare per forme senza ammennicoli bruciacchiabili.

mercoledì 4 novembre 2009

Il consiglio del giorno: i cattivi odori

Molto spesso torniamo a casa e le stanze hanno un odore di chiuso non gradevole; il bagno può avere anche altre problematiche olfattivamente complesse.
Per risolvere il problema in poco tempo e con spesa quasi nulla, c'è un piccolo trucco.

  1. Aprire le finestre
  2. Prendere un pezzo di carta igienica
  3. Tenere pronto un bicchiere d'acqua
  4. Arrotolare la carta igienica e darle fuoco(!), con le consuete cautele (lontano da tende ed altri infiammabili....)
  5. Spegnere immediatamente nell'acqua
  6. Se l'odore fosse rimasto "in giro" ripetere
  7. Dopo un paio di minuti chiudere la finestra

Sembra incredibile, ma per i bagni è fenomenale.

martedì 3 novembre 2009

Carte contro contanti: il nostro rapporto con il danaro

Io non ho mai avuto una carta di credito. Carte prepagate sì (di solito vinte...), ma carte di credito mai. Vi ho rivelato in uno dei primissimi post come la "nostra" generazione abbia man mano perso il contatto fisico con i soldi, anche per il cambio lira-> euro.

Nel momento in cui i nostri Caravaggi e Raffaelli sono stati bucati da una forafogli in banca e ci sono state restituite delle carte nuove, sconosciute, senza tre zeri, il nostro piccolo mondo fatto di cento lire in un salvadanaio è sparito nel vortice europeo. Per riprendere in mano il nostro rapporto con la valuta ce ne è voluto (e, soprattutto, dopo il primo viaggio all'estero abbiamo benedetto l'euro, Ciampi e Prodi).
Se siamo ancora in fase neonatale con monete e banconote, figuramoci con le carte varie. Ovviamente, i due sistemi hanno dei pro e dei contro e, come al solito, in medio stat virtus.

Non demonizziamoli e vediamo come possiamo gestire la situazione.

Denaro contante

Pro: si vede e si tocca, quindi ci rendiamo meglio conto di quanto spendiamo. Un trucco spicciolo per limitare i danni è di non "spezzare" mai le banconote. Psicologicamente, spendiamo più facilmente monete e carta di piccolo taglio, quindi 50 euro interi sono differenti da 10 banconote da 5 euro.

Contro: Se perdiamo o ci rubano banconote, non possiamo"fermarle" in nessun modo. Un portafoglio "gonfio" di bei lenzuoloni verdi tende anche ad ingolosire eventuali malintenzionati.

Le carte

Pro: sono comodissime, bloccabili, sicure.

Contro: non ci rendiamo conto di quanto spendiamo.

Bilanciamo le spese nei due modi, e teniamo tutti gli scontrini delle carte.

A fine settimana tiriamo le somme e vediamo quanto abbia inciso la spesa in carte su.... e qui devo introdurre due concetti:



A questi due post!!!

lunedì 2 novembre 2009

I non deperibili/non alimentari

Nella furia inventariatrice in cucina, l'Economa ha rinvenuto: bibite gasate (già "terminate" ^_^), ammoniaca per dolci (colpa mia... sabato prossimo, biscotti!), fialette di aromi (non le ho comperate io e penso che verranno regalate), gelatina in fogli e in tavolette (ci sto studiando), thé e tisane (io non li bevo, ma in casa sono graditi, anche se sette scatole...), cibi ipercalorici quali cioccolata e patatine (smaltire con calma, poco alla volta, siamo tutti a dieta), cacao (ricordate i "tartufini"?), e vari liquori.

E questo è nulla: poi sono passata al "non alimentare" e lì ho avuto "la botta". Avete presente lo strano fenomeno per cui se ci si taglia e si cerca un cerotto, non ce ne è mai uno della taglia giusta, ma solo lenzuola o francobolli inadatti allo scopo?

Bene. Avete capito.

Set da trucco praticamente intonsi, rossetti inadatti, mascara asfittici, creme a metà (addirittura 2 tubi di crema per mani aperti!). Cerotti multiformato, multicolori, molto inutili. Chili di penne blu, mezzi quadernoni e blocchi, residuo universitario, libri non letti. Ho messo tutto "sotto", in vari modi che vi spiegherò man mano ne "L'angolo del consiglio". Le linee guida generali sono invece 3:

  1. Usate
  2. Regalate
  3. Gettate
Siate però onesti con voi stessi, per ogni oggetto pensate: lo userò nelle prossime 2 settimane? Se la risposta è "NO", regalatelo se utilizzabile o gettatelo.

Se la risposta invece è "SI?!, mettetelo in evidenza: più lo tenete davanti agli occhi, prima ve ne libererete. Ah, scriveteci sopra la data in cui avete deciso di usarlo. Allo scadere dei 15 giorni, se non lo avrete ancora utilizzato, tornate al punto precedente.

domenica 1 novembre 2009

Il giuoco d'azzardo. Sì, no e perché?

All'Economa non piacciono gli eccessi, e questo penso che voi lo abbiate tutti capito. Prima di parlare del gioco d'azzardo in tutte le sue forme, ho quindi aspettato un po'. Sì, ho giocato a "Win for life", no, non ho vinto a "Win for life", no non intendo giocarci di nuovo. Come del resto al "Gratta e vinci" (una volta ne ho comperato uno da 3 euro!).

Gioco al superenalotto, a tutte le estrazioni. Sono una giocatrice modesta, con un budget preciso, una microscopica speranza e, spero, un po'di buon senso.

Negli ultimi anni, man mano che avanzava la crisi economica, si sono diffusi nuovi giochi legali d'azzardo, sia on line, sia in ricevitoria, che trasversalmente possono interessare tutti gli strati sociali e culturali della popolazione italiana. Non parlerò dei giocatori patologici, ma solo delle persone che ogni settimana, o ogni giorno, dedicano una sommetta alla speranza di migliorare il proprio tenore di vita. Tutto è lecito, basta usare la moderazione e il budget.

Le speranze di fare il "colpo grosso" sono poche, ma spendere un paio di euro a settimana (totale annuale 104 euro) è anche un buon rapporto costi benefici (ci possiamo stare, dai, a sognare la fortuna). Spendere un euro al giorno diventa già più pesante (365 euro all'anno, caspiterina, non son pochi!). Spendere cinque euro al giorno fa perdere uno stipendio l'anno, e non andiamo su cifre maggiori per non spaventarci. Il gioco d'azzardo è un buon esempio di
latte factor e come tale non va subìto nè combattuto, ma semplicemente gestito.

Misurate la vostra propensione al gioco d'azzardo in base alle vostre possibilità (io spendo due euro a settimana). Mettete la somma del mese da parte, e NON toccate quei soldi se non per giocare. Finiti quelli, au revoir, ci si rivede il mese prossimo. Gli esperti di marketing fanno affidamento sul nostro cedere all'aspetto ludico (il gratta e vinci) o sulla tendenza a rigiocare le piccole vincite, è nostro dovere fregarli con le loro stesse armi. In bocca al lupo!