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La piccola borghesia italiana ha sempre avuto una serie di investimenti classici, tra cui spiccano la casa o le case e.... l'oro.
Chi non ha ricevuto per il battesimo/comunione/cresima la catenina, il braccialetto, la sterlina (se si è particolarmente fortunati)? Della casa parleremo, ma oggi affronteremo l'argomento oro.
Come al solito, se n'era accorto due anni fa Mattia Butta a Madrid: la Spagna era già in crisi nera, e a Puerta del Sol Mattia ha contato ben 7 Compro oro. Ormai in tutte le città spuntano come funghi, ogni tanto la Guardia di Finanza ne fa chiudere qualcuno, ma altri rimangono.
Spinta da una video inchiesta del Corriere della Sera, ho iniziato a informarmi, sulla base di un'affermazione fatta da un signore durante l'intervista: nel 2011 l'Italia, pur non avendo miniere, è stato il maggior produttore di oro al mondo e in Italia ci sono 7500 tonnellate di oro in gioielli!
Con la crisi, ovviamente, molte persone hanno iniziato a vendere o impegnare l'oro per affrontare, magari, spese impreviste (sul pegno: a Roma il Monte di Pietà è un'istituzione e quasi tutti prima del boom economico in caso di necessità "battezzavano" l'oro al Monte).
Ma ci siamo chiesti che fine fa l'oro?
Una volta la risposta sarebbe stata semplice: le industrie orafe di Arezzo e Valenza Po assorbivano quasi tutto l'oro rifuso e questa ricchezza rimaneva in Italia, anzi, contribuiva ad un importante settore industriale.
Ora, invece, dalle più di 500 tonnellate d'oro lavorate ad Arezzo nel 1998 siamo scesi a 100, ma Arezzo e Valenza hanno ancora un ruolo importante come sedi di lavorazione e purificazione. In sostanza, le nostre catenine e i nostri bracciali vengono fusi, purificati dai metalli che ne costituiscono il 25% e diventano lucenti lingotti.
Che partono per la Svizzera. E dalla Svizzera vanno... in Germania, in Cina, in India, come oro fisico da investimento (ricordate, mai più del 5-10% del patrimonio in oro!). Sto parlando del regolare, eh, mica del nero (che con l'oro è sempre stato un bel po').
Ed un altra fetta della ricchezza italica prende il largo... avete altri aneddoti?
Il 5 dicembre 2009 ho pubblicato questo post sul paese in ansia.
Il 5 aprile 2012 è uscita questa notizia.
La leggendaria propensione al risparmio della famiglia italiana sta dando fiato ad un intero paese, ma non si riesce più a risparmiare e si erode, se c'è, quello che si è messo da parte.
Datemi i vostri pareri.... poi vi stupirò con un dato non ovvio.
Il post del budget ha avuto i suoi bei commenti interessanti, e mi pare giusto rispondere alle intuizioni dei lettori.
La Prof, ad esempio, ha detto:
Mmm... Devo riuscire a farlo tenendo conto che ormai gestisco tutto online o direttamente con versamenti in banca. Sai che questo rende più facile spendere, vero?
Certo che rende più facile spendere, ma rende anche più facile tenere conto. Se ti trovi di più con i cari, vecchi, fruscianti contanti, preleva quello che hai stabilito, usa il metodo delle buste e basa su quello il tuo budget.
Kmagnet ha chiosato
Vero, una volta andavo a fare la spesa senza bancomat e quindi dovevo farmi bastare i soldi che avevo nel portafoglio... ogni prodotto aggiunto al carrello lo conteggiavo arrotondando per difetto... col bancomat cerco di limitarmi il più possibile. Ho detto cerco!
Come ho già detto alla Prof il bancomat ha i suoi pro e i suoi contro, se pensi di sforare con le carte, ripassa ai contanti.
Kermitilrospo invece
io in effetti tenevo la contabilità ma riuscivo a risparmiare così tanto che organizzare il budget aveva davvero poco senso. credo sia utilissimo e mi impegnerò (GIURO) a farlo!
Me lo hai promesso in tutte le salse... io ci conto, altrimenti sai qual è la punizione.
Turz infine
Magari fosse così facile :-)
L'abbigliamento cos'è, necessità o sfizio? Il regalo di natale alla mamma è necessità o sfizio? La donna delle pulizie è necessità o sfizio? La macchina è necessità o sfizio?
Comunque date retta all'Economa: fatelo, questo budget. Fatelo, perché solo facendolo vi verranno in mente queste domande, e solo facendolo potrete trovare le difficili risposte.
Allora, i tre argomenti da te trattati sono tra i più difficili, io li considero per la maggior parte sfizi, ma per un motivo prettamente pratico: tendo a spendere di più per gli altri che per me stessa (tra grosso regalo alla mamma a Natale e nuovo maglione, opto senza dubbio per il primo). In questo modo limito ulteriormente i miei sfizi e gratifico qualcuno a cui voglio bene.
La donna delle pulizie invece può essere una vera e propria necessità (orari di lavoro impossibili, ma anche guadagno di tempo per attività più rilassanti o per lo studio) come al solito dipende dalle entrate e dall'organizzazione del tempo.
... La campagna Zzub ha portato ad una vincita di due ulteriori uova Lindt!
Grazie!!!

A casa Economa è arrivato l'uovo della campagna Zzub-Lindt!!! Per la gioia di grandi, piccini e genitori, è il Lindor al latte da 220 grammi!
Va'come l'è bel!
Ieri dal blogroll del mio amichetto Kermitilrospo (vi consiglio vivamente anche la lettura del suo blog narrazione del Camino Ingles) sono arrivata ad un articolo del blog Kein Pfush.
Premetto che sono perfettamente d'accordo con quanto affermato con l'autore nel post e nei commenti, quindi volevo semplicemente chiosare con un piccolo corollario.
Negli ultimi anni, molti start up italici, soprattutto commerciali, sono stati finanziati non dalle banche ma.... dalla banca personale di noi italiani, cioé i risparmi di genitori, parenti e affini. Al momento della pensione, parecchi cittadini hanno investito il loro TFR (o liquidazione, o quei soldi che vi danno al momento di andare in ferie per molto tempo) per comperare o avviare un'attività per i figli ancora senza un mestiere. Altri genitori, più giovani, hanno fatto cessioni del quinto (i nostri genitori con busta paga hanno generalmente più accesso al credito rispetto alle nuove generazioni) e prestiti per aiutare i discendenti e gli affini. Altri hanno fatto ambo, impegnando TFR e facendo la cessione del Quinto sulla pensione.
Sapendo che nei centri storici è in corso la cessione del cerino acceso da parte di vecchie volpi del commercio che cedono attività e locali commerciali in crisi a persone inesperte facendosi profumatamente pagare per la cessione e per i mesi di affitto in anticipo, secondo voi qual è la durata media di tante attività di start up tipo quella della panetteria descritta da Uriel Fanelli?
Quindi che fine sta facendo parte del risparmio degli Italiani?